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lunedì, 31 marzo 2008

Abbiamo trovato questo video di una canzone di Federico Salvatore. Crediamo che le parole di quasta musica descrivano bene la situazione della nostra città. Ascoltate bene il brano. E' veramente bello.

Politologi



Postato da Dariolo alle 18:47 | commenti (3) | Technorati Profile
venerdì, 29 febbraio 2008

Oggi "post alternativo". Originale direi. Forse perchè sarebbero tante le cose da dire. O forse perchè questa canzone racchiude in se tutto quello che dovrebbe essere detto, ma che nessuno (o pochi) dice.
Dedico a tutti voi "L'anguilla" dei 99 Posse...

So’ comm’anguilla so’ comm’anguilla
ca comm’a piglie chella schizza
so’ comm’anguilla
So’ comm’anguilla so’ comm’anguilla
ca nun ce stà rint’a na rezza
so’ comm’anguilla

Come un’anguilla mi muovo veloce
sguscio e rifuggo la fine precoce
che mi hai preparato, il mercato è già pronto,
’a padella è sul fuoco ma io so’ comm’anguilla
e perciò cambio gioco e mando a ffà nculo
te e il tuo mercato di gente per bene
fatto di video e canzoni per bene
buone per la tua realtà virtuale
la radio e la tele ne sono piene
di facce serene e rassicuranti
che van bene per tutti quanti
mamme e bambini, ladri e assassini
gente per bene che si offende se dico pene
e ppo votano a Berlusconi, Prodi, Dini, D’Alema, Fini
mo se porta pure ’a Bonino
e va fà mmocc’a chi v’è mmuorto
è tutto quello che c’ho da dire
a torto o ragione, il fatto è che non so’ per bene
la mia faccia non è serena
incompatibile col sistema
che ci vuole tutti quanti allineati e sorridenti
a lavorare nella grande catena di montaggio sociale
nella quale lavoro da anni
e sono tanti anni che voglio sabotare
Sabotare e sovvertire
è questo il mio lavoro
e questo è quello che so fare
sabotare e sovvertire
è questo il mio lavoro
ma tu non lo puoi capire
Sabotare e sovvertire
Sabotare!

NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI
NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI

NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI
NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI

No non credere a chi
promette miracoli
parla di money money
soltanto money money
No, non puoi fidarti di chi
parla solo dei soldi
al tuo bene non pensa ma
a quello dell’azienda sì
No no tu non credere a chi
parla di marketing
quando parla dei sogni
e delle tue passioni- Mò!
Le strategie da manuale
su di me non le puoi applicare
quante volte lo dovrò spiegare
e tu ci terrai a precisare che
dalle folle mi farai acclamare
V.I.P. potrò diventare
tutti al circo a scenografare
con la tigre ed il domatore-
Ma che cosa ci posso fare
se non mi lascio ammaestrare
sì lo so che se sto a sentire
tanti soldi mi farai fare... ma
Sai l’anguilla cos’è? No!
no non é un serpente
né uno strano pesce
è un modo di vivere
Scivola, zompa, compare e scomparisce
chist’è ’o capitone e ’a storia nun fernesce
mai mai mai mai mai
MAI

NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI
NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI

NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI
NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI

Non fidarti di chi (no mai)
non ne sa su chi sei (Kenny D. mo)
vuol vedere solo gli zeri
numeri sull’airplay
Non fidarti di chi
vuol farti fare ciò che non vuoi
ma pensa solo a quello che senti
e denti stretti per noi (che vuoi?)
Penso che questa situa attuale
non ti fa capire bene dove si va ma
la mia necessità vitale
e ti capire bene cos'è non va qua
vedi ben adesso chi mette
un veto sull’espressione
chi ha un potere decisionale
vale il peto della canzone
Oggi so di avere un valore
un fuoco brucia per dolo
-Gioco-
la merdina è dal sottosuolo
so che viene dal cuore
dove nasce quello che
chi sceglie la musica non capisce
preferisce tutta la merda
che rientra dentro le soglie
Un’anguilla cos’è?
pensa se mo fa il rap
Scivola sulle basi
frasi che colpiscono te!
Pensi che puoi fermare questo
quando metto estro in un testo
chi mi ascolta capisce il senso
…NON AVRETE MAI ENZO!

NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI
NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI

NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI
NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI

Non mi avrete mai come volete voi
te l’ha detto già Kenio
e il concetto vale pure int’o mmo!

Davide Cesarano

PS
Si comunica che alcuni corsi del II semestre inizieranno con qualche giorno di ritardo: clicca qui per maggiori info.



Postato da DavideCesarano alle 20:03 | commenti (1) | Technorati Profile
giovedì, 28 febbraio 2008

ariston_entrata

 

 

 

 

 

 

Di plagi musicali già ne parlai in un post di Novembre (CLICCA QUI); in questo periodo Sanremo da degli ottimi spunti. L'esclusione della Bertè non desta tanto stupore se si considera che anche altri brani sono scopiazzati da vecchi successi. Ciò che mi fa piangere è che il festival della canzone italiana non è altro che una rassegna per far felici le case discografiche; lo è sempre stato, sarà sempre così ma se è vero che Sanremo è Sanremo mi rifiuto di pensare che il palco dell'Ariston in questi ultimi anni debba considerarsi il meglio che la musica italiana possa offrire. Qualcuno mi spieghi con che coraggio Baudo fa riesumare morti viventi come Little Tony. E' vero che per il passato abbiamo avuto di peggio, aver visto Piotta all'Ariston (edizione '04) è come aver portato Orietta Berti a Woodstock però riascoltare per l'unidicesima volta Zarrillo ( ben lontano dei tempi dell'elefante e la farfalla ) è puro masochismo. La categoria giovani quest'anno è a dir poco indecente. Tra le nuove proposte ha fatto parlare di se Jacopo Troiani per la sua giovane età (17 anni) ma in tutta sincerità il suo brano non è neanche presentabile allo zecchino d'oro. Spiccano i Frank Head con un pezzo che qualcuno definisce demenziale e poco adatto alla rassegna, qualcun altro lo considera esilarante, facilmente potrebbe diventare il classico tormentone nelle prossime settimane. Rispetto agli anni precedenti i nomi di Max Gazzè, Tiromancino, Cammariere ed Eugenio Bennato hanno reso questa edizione apparentemente più interessante ma la musica italiana è ben altra cosa. La musica italiana non è Paolo Meneguzzi, la vera musica italiana va dal rock di Vasco Rossi e Gianna Nanni al jazz di Zurzolo al piano di  Giovanni Allevi. La musica leggera italiana passa dai testi di Battiato e De Gregori fino al violino di un menestrello come Branduardi. La musica italiana nel mondo è fatta di nomi come Morricone e Nicola Piovani. Chi è questa gente da festival ? I Finley che mi rappresentano ? Perchè proporci pagliacciate come I ragazzi di Scampia (edizione '06) ? A breve scade anche il canone RAI, possibile che dobbiamo pure pagare per questi insulti ? Alla prossima edizione sarei felice di vedere Checco Zalone. Almeno al posto di piangere sarà possibile farsi qualche risata

Dario Russo



Postato da Dariolo alle 12:21 | commenti (8) | Technorati Profile
martedì, 05 febbraio 2008

Siamo negli anni ’70, nel periodo in cui Cutolo trovava, fuori e dentro dalle carceri, una massa di giovani delinquenti che saranno alla base di quella che sarà la Nuova Camorra Organizzata (NCO). In questi anni inizieranno ad affermarsi i cosiddetti cantanti “neomelodici”, cantastorie provenienti dai quartieri napoletani.
Chi di noi non ha mai visto nelle tv private un cantante neomelodico? A chi non è mai capitato di ascoltare una loro canzone nelle radio locali? Ma chi sono realmente queste persone? Come nascono? Cosa raccontano?
 
Risalta subito agli occhi e alle orecchie ciò che distingue un cantante neomelodico da un cantante “normale”: presenza scenica omogeneizzata, testi delle canzoni in dialetto, diffusione capillare nei quartieri e nelle città di tutta la regione.
La Napoli dalle condizioni sociali piuttosto precarie, dalla povertà esistente da secoli in certi quartieri ha prodotto effetti sulla cultura popolare. Il teatro, la canzone, la letteratura non potevano ignorare quello che erano i modi di vivere della plebe e del sottoproletariato napoletano. La sceneggiata, ad esempio, nasce e si sviluppa in questi contesti. Eduardo De Filippo baserà le sue storie su un vissuto che è proprio del modo di vivere dei quartieri. La musica darà alla luce canzoni come Guapparia e Carcere (scritte da Libero Bovio). Insomma, tutte opere prodotte dalla borghesia napoletana in cui si raccontano fatti e situazioni i cui protagonisti sono personaggi “deviati”, figli della malavita, che vivono in contesti sociali in cui si cerca una “giustificazione sociale” alle attività illegali che essi svolgono. Ma si tratta di autori estranei a quei contesti. Autori che hanno vissuto al di fuori di quel modo di vivere, che lo hanno soltanto osservato, ma non toccato con mano. Autori che non difendono la malavita, né la giustificano, ma la raccontano, ne illustrano i tratti comuni relegandole un’arte.
A quest’arte si contrapporrà negli anni la Napoli giustificatrice, che nasconde i delinquenti a causa della camorra; una Napoli che diffonde una cultura popolare in difesa dei quartieri-Stato. Il fenomeno dei neomelodici si sviluppa in questo contesto: forte immedesimazione nel contesto sociale in cui si vive, giustificazione sociale all’illegalità, creazione di valori, appartenenza camorristica. E tutto questo può essere illustrato mettendo a confronto il passato con il presente. Canzoni come Nu Latitante (Tommy Riccio) e O’ Pentito (Zuccherino) raffigurano in maniera esauriente ciò che si intende per “cultura popolare deviata”, e cioè una cultura popolare nata e sviluppata in quei quartieri in cui la camorra (e quindi l’illegalità) è presente da secoli, in cui si cerca l’esaltazione del camorrista, si diffondono sentimenti di ammirazione verso quest’ultimo.
Scrive Isaia Sales: “I neomelodici affermano l’identità di una minoranza sociale urbana che cerca, attraverso le canzoni, un sostegno culturale al proprio modo di essere” [Le Strade della Violenza]. Una vera e propria identità sociale, in cui molti si riconoscono: è questo il segreto del loro successo. Continua Sales: “Chi scrive questi testi non vuole essere ascoltato da un pubblico eterogeneo, ma soltanto dal suo pubblico che è quello che giustifica anche la camorra”.
I clan, o meglio i boss, non hanno mai ignorato questo fenomeno, anzi, è stato dimostrato che ogni cosca “sponsorizza” il suo neomelodico preferito, preferibilmente appartenente al territorio di controllo dell’organizzazione criminale in questione. Il boss Luigi Giuliano ha scritto parecchi testi per canzoni neomelodiche: Chill’ va pazz’ pe’ te, cantata da Ciro Ricci, è divenuta un autentico tormentone negli anni ’90 a Napoli e provincia. Gigi D’Alessio, sponsorizzato dallo stesso Giuliano, ha più volte raccontato delle nottate trascorse col Re di Forcella a scrivere canzoni.
Un fenomeno che non si “accontenta” di essere arte popolare, ma che in certi casi ha portato alla gestione di numerosi affari: matrimoni, feste di piazza, comunioni, apparizioni televisive, compilation.
Fenomeno che è in continua evoluzione, consolidato dal successo che si ottiene sfruttando l’incredibile diffusione di quella cultura dell’illegalità che è presente in ogni città o paesino della regione.
 
Davide Cesarano   


Postato da DavideCesarano alle 16:37 | commenti (5) | Technorati Profile
venerdì, 09 novembre 2007

logo_musica

 

 

 

 

 

 

 

 

Un motivetto già conosciuto, una musica orecchiabile, una melodia che riusciamo a fischiettare ma proprio non ricordiamo le parole, eppure quella canzone ha un qualcosa di conosciuto. Quando ascoltiamo un brano e pensiamo di conoscerlo già, la nostra non è detto che sia una semplice impressione; in un periodo dove c'è un abuso di cover, di tribute, di " the best of..." e di "live to..." dove tutti i musicisti sono "...and friends" diventa difficile capire perchè vale ancora la pena spendere tanti soldi per un cd musicale, anzi per meglio dire plagio musicale. Si proprio così, plagio musicale , ossia quando un brano musicale assomiglia in modo sfacciato ad una canzone già esistente. Per essere più precisi quando ci ritroviamo "una riproduzione abusiva di un'opera altrui con appropriazione di paternità (L. n. 633 del 1941)."  Detto in termini semplici, non è altro che la vecchia ed elementare copia copiarella. Su www.plagimusicali.net/ si scopre che da Gigi D'alessio a Zucchero, passando per icone musicali come gli Oasis fino ai Tokio Hotel freschi di premiazione agli MTV Europe Music Awards, sono pochi i musicisti che non hanno preso "ispirazione" da qualche loro collega. Vecchi e nuovi miti della musica nazionale ed internazionale spesso e volentieri più che dei grandi artisti non sono altro che dei gran copioni. E pensare che si parla di crisi delle case discografiche ma difficilmente viene in mente di parlare di crisi musicale. Cosa dire allora ? Rock is dead...diceva una canzone, sperando che anche questa non sia un altro plagio.

Dario Russo

PS c'è in programmazione una nuova uscita del giornale, inviateci i vostri articoli a politologi@hotmail.it e aggiungeteci ai vostri contatti msn per maggiori info.

 



Postato da Dariolo alle 17:56 | commenti (7) | Technorati Profile