venerdì, 29 febbraio 2008

Oggi "post alternativo". Originale direi. Forse perchè sarebbero tante le cose da dire. O forse perchè questa canzone racchiude in se tutto quello che dovrebbe essere detto, ma che nessuno (o pochi) dice.
Dedico a tutti voi "L'anguilla" dei 99 Posse...

So’ comm’anguilla so’ comm’anguilla
ca comm’a piglie chella schizza
so’ comm’anguilla
So’ comm’anguilla so’ comm’anguilla
ca nun ce stà rint’a na rezza
so’ comm’anguilla

Come un’anguilla mi muovo veloce
sguscio e rifuggo la fine precoce
che mi hai preparato, il mercato è già pronto,
’a padella è sul fuoco ma io so’ comm’anguilla
e perciò cambio gioco e mando a ffà nculo
te e il tuo mercato di gente per bene
fatto di video e canzoni per bene
buone per la tua realtà virtuale
la radio e la tele ne sono piene
di facce serene e rassicuranti
che van bene per tutti quanti
mamme e bambini, ladri e assassini
gente per bene che si offende se dico pene
e ppo votano a Berlusconi, Prodi, Dini, D’Alema, Fini
mo se porta pure ’a Bonino
e va fà mmocc’a chi v’è mmuorto
è tutto quello che c’ho da dire
a torto o ragione, il fatto è che non so’ per bene
la mia faccia non è serena
incompatibile col sistema
che ci vuole tutti quanti allineati e sorridenti
a lavorare nella grande catena di montaggio sociale
nella quale lavoro da anni
e sono tanti anni che voglio sabotare
Sabotare e sovvertire
è questo il mio lavoro
e questo è quello che so fare
sabotare e sovvertire
è questo il mio lavoro
ma tu non lo puoi capire
Sabotare e sovvertire
Sabotare!

NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI
NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI

NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI
NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI

No non credere a chi
promette miracoli
parla di money money
soltanto money money
No, non puoi fidarti di chi
parla solo dei soldi
al tuo bene non pensa ma
a quello dell’azienda sì
No no tu non credere a chi
parla di marketing
quando parla dei sogni
e delle tue passioni- Mò!
Le strategie da manuale
su di me non le puoi applicare
quante volte lo dovrò spiegare
e tu ci terrai a precisare che
dalle folle mi farai acclamare
V.I.P. potrò diventare
tutti al circo a scenografare
con la tigre ed il domatore-
Ma che cosa ci posso fare
se non mi lascio ammaestrare
sì lo so che se sto a sentire
tanti soldi mi farai fare... ma
Sai l’anguilla cos’è? No!
no non é un serpente
né uno strano pesce
è un modo di vivere
Scivola, zompa, compare e scomparisce
chist’è ’o capitone e ’a storia nun fernesce
mai mai mai mai mai
MAI

NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI
NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI

NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI
NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI

Non fidarti di chi (no mai)
non ne sa su chi sei (Kenny D. mo)
vuol vedere solo gli zeri
numeri sull’airplay
Non fidarti di chi
vuol farti fare ciò che non vuoi
ma pensa solo a quello che senti
e denti stretti per noi (che vuoi?)
Penso che questa situa attuale
non ti fa capire bene dove si va ma
la mia necessità vitale
e ti capire bene cos'è non va qua
vedi ben adesso chi mette
un veto sull’espressione
chi ha un potere decisionale
vale il peto della canzone
Oggi so di avere un valore
un fuoco brucia per dolo
-Gioco-
la merdina è dal sottosuolo
so che viene dal cuore
dove nasce quello che
chi sceglie la musica non capisce
preferisce tutta la merda
che rientra dentro le soglie
Un’anguilla cos’è?
pensa se mo fa il rap
Scivola sulle basi
frasi che colpiscono te!
Pensi che puoi fermare questo
quando metto estro in un testo
chi mi ascolta capisce il senso
…NON AVRETE MAI ENZO!

NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI
NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI

NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI
NON MI AVRETE MAI
COME VOLETE VOI

Non mi avrete mai come volete voi
te l’ha detto già Kenio
e il concetto vale pure int’o mmo!

Davide Cesarano

PS
Si comunica che alcuni corsi del II semestre inizieranno con qualche giorno di ritardo: clicca qui per maggiori info.



Postato da DavideCesarano alle 20:03 | commenti (1) | Invia un Articolo |
lunedì, 04 febbraio 2008

immi1222007

Da pochi giorni è entrato in vigore il Decreto Flussi, un decreto che regolerà il lavoro stagionale per regolare il lavoro nero nelle campagne, soprattutto nel sud italia. L’ MDS (medici senza frontiere) ogni anno stila un rapporto sulle condizioni sanitarie in cui vivono i lavoratori impiegati in questi lavori stagionali, le cifre del dossier parlano di un 65% di migranti che vivono in strutture abbandonate, di un 62% che non dispone di servizi igienici, di un 64% che non ha accesso all’acqua corrente, di un 69% che non dispone di luce elettrica, di un 92% che vive in alloggi privi di riscaldamento. Gli immigrati vivono in baracce fatiscenti, esposti alle intemperie, pagati con cifre irrisorie, raccolgono la frutta e verdura che noi tutti abbiamo sulle nostre tavole. Questo decreto stabilisce l’ingresso temporaneo per questi lavori stagionali, ma nessuno ancora si è preoccupato degli alloggi per queste persone, ne delle condizioni in cui vivono e a cui devono sottostare. Gli unici organi che si interessano di queste problmematiche sono sempre più spesso le associazioni non profit, che grazie all’impegno localizzato sul territorio aiutano a migliorare le condizioni di vita di questi lavoratori.
 
Mauro Giannattasio
PS
Sul forum le domande di Diritto Amministrativo (Prof. Della Cananea) e gli appunti del corso di Storia delle Relazioni Euromediterranee del Prof. Pizzigallo.


Postato da Dariolo alle 16:02 | commenti (1) | Invia un Articolo |
martedì, 22 gennaio 2008

Qualche giorno fa ho riascoltato una vecchia canzone di De Gregori, credo la più bella ed emozionante che abbia mai composto. È un’ode alla sua Italia, quella derubata e colpita al cuore, l’Italia che non muore…l’Italia presa a tradimento, assassinata dai giornali e dal cemento…l’Italia dimenticata, l’Italia da dimenticare… l’Italia che lavora, che si dispera l’Italia che si innamora. È un inno all’Italia, l’Italia che non ha paura e… che resiste”.
Questa canzone fu composta nel ’79, e ascoltarla fa davvero venire i brividi.
Eccola la nostra Italia. Non è cambiata affatto, anzi credo che si invecchiata. Certo, se lo dice il “Times” britannico ci fa incazzare, ma ammettiamolo il nostro Paese sta tramontando. Credo che sia davvero alla frutta. Di segnali ne stiamo avendo fin troppi: dalla crisi dei rifiuti in Campania, i morti sul lavoro a Torino, la crisi economica del Paese, fino al dissenso degli studenti de “La Sapienza” contro il Papa. Oh, e non nascondiamoci dietro al fenomeno dell’imprevisto. Eravamo stati avverti da molto tempo, ma ci siam lasciati distrarre dalla banalità, aiutati, sicuramente, da una buona dose di mal informazione, la cosiddetta informazione “trash”, la vita segreta di politicanti, vip, grandi fratellini ecc…ed ecco il risultato, il contenitore dei panni sporchi è ormai pieno.
Qualche sociologo un po’ romantico afferma che solo un nuovo ‘68 potrebbe salvarci. Io ho i miei dubbi, anche perché vorrei ricordare che alcuni di questi sessantottini, che ai tempi si proclamavano di estrema sinistra sono diventati oggi cassa di risonanza di quel sistema che tanto ripudiavano, ovvero il capitalismo. La democrazia si è trasformata in una farsa. Lo stato afferma la propria impotenza. Sono le cosiddette lobby a manipolare ogni cosa. Industrie farmaceutiche, automobilistiche, banche, sono loro che detengono un potere anticostituzionale e antipopolare, ma che, ciò nonostante, determinano scelte politiche e legislative. Ma a volte (raramente, ma capita) le cose vanno male. Qualche intercettazione, qualche inchiesta ed ecco che il mostro viene messo con le spalle al muro. Si fa scalpore per qualche giorno ma poi si ritorna alla quotidianità, tra un’alternanza di notizie di cronaca nera o rosa. Ma voglio essere più chiara con un esempio. Ieri ho sfogliato qualche vecchio giornale ed ho trovato un’inchiesta de “La Repubblica” di un anno fa sulle morti bianche. Secondo l’Anmil, associazione nazionale mutilati ed invalidi sul lavoro, nei primi mesi del 2006 l’istituto per le assicurazioni contro gli infortuni ha certificato che gli incidenti erano stati settemila in più rispetto all’anno 2005. Ma ad ottobre erano scesi al 9%. Il dato dell’Inail parlava di “un risparmio di vite, una tendenza complessiva al ribasso”. Soltanto nel 2005, in Italia erano stati 8.530 quelli che non avevano ancora 17 anni ed erano rimasti vittime di una “disgrazia” sul lavoro. Dalla perdita della falange di un dito della mano sinistra all’infermità totale. La falange di un dito vale 3 mila euro l’anno di rendita, 250 al mese. Nel linguaggio burocratico dell’Inail l’indennizzo ha proprio quel brutto nome: rendita. Senza considerare però gli infortuni dei lavoratori in nero. Spesso non si sa nulla, spesso non arrivano nemmeno in ospedale e quando ci arrivano non risultano vittime di incidenti sul lavoro (“La Repubblica” 21 novembre 2006). Ecco l’altra Italia, quella che nelle tabelle non compare mai. L’Italia della vergogna. Come quella dei morti di amianto (vi consiglio di vedere il film “il posto dell’anima”). Come quella dei morti degli stabilimenti petrolchimici. Chi lo sa quanti sono stati e quanti sono ancora i casi di tumore in quelle 13 aeree a rischio ambientale? E quante sono le industrie killer che buttano sempre i loro fumi e i loro veleni? (compresi inceneritori). È una carneficina quotidiana, un anno fa come oggi continuano a mancare i controlli, i costi della sicurezza continuano ad essere considerati costi aggiuntivi e l’Inail continua a ridurre il fenomeno. Sapete inoltre cosa prometteva il ministro del lavoro Cesare Damiano, sempre in questa inchiesta di un anno fa? Nuove norme, non che 60 nuovi ispettori, in attesa di altri 40, a cui assegnare compiti di controllo sul territorio anche di sabato e in orari inconsueti. Direi che è stato un brutto scherzo del destino per il caro ministro quello del catastrofico incidente alla ThyssenKrupp di Torino, proprio la sua Torino dove negli anni ‘70-‘80 faceva il sindacalista per la Fiom Cigl. Ma quello che conta è il pensiero!
La cosa che mi fa più rabbia è che i numeri degli incidenti sul lavoro sono inversamente proporzionali al salario dei lavoratori. Il potere d’acquisto dei salari dal 2002 al 2007 è crollato di circa 1900 euro (dati Ires-Cgil). Sono ormai troppi oggi i lavoratori che ricevono poco meno di 900 euro al mese.
Ecco l’Italia di oggi, l’Italia che cerca in tutti i modi di mascherare i propri scheletri, ma ripeto ormai è tardi. Le cose si sanno ma ciò nonostante desta ancora meraviglia una notizia come appunto, le morti bianche, la catastrofe campana dei rifiuti (nonostante i 14 anni di emergenza), la corruzione dei politici, i concorsi e le gare di appalti truccati, per non parlare poi del polverone che si è innalzato negli ultimi giorni tra laici e cattolici. Sono ormai visibili i segni di un collasso, a noi non resta che versare qualche lacrima di coccodrillo. Infondo è di tendenza farlo, lo ha fatto Mastella, il Papa, probabilmente anche Bassolino. E per far intendere il movimento di “palle” di tutto il paese ci pensa il futurista Graziano Cecchini con la sua ennesima bravata di gettare cinquecento mila sfere colorate dalla scalinata di Trinità dei Monti. Credo che l’analogia sia fin troppo chiara. Almeno ci resta il senso dell’umorismo!
 
Angela Esposito


Postato da DavideCesarano alle 11:45 | commenti (6) | Invia un Articolo |
giovedì, 03 gennaio 2008

"Interruzione definitiva della produzione": questo il contenuto dello scarno biglietto affisso ai cancelli della Key Safety Systems, che produceva le cinture di sicurezza per la Fiat e la Lamborghini. Un cin cin amaro per i 103 lavoratori dell'azienda di Arzano che, lasciato lo stabilimento per le ferie natalizie, si ritrovano ora senza un posto di lavoro.
Nessuna avvisaglia, ribadiscono gli operai ed i sindacati, faceva presagire questo indegno licenziamento. Anzi, nei mesi passati, la proprietà, per fronteggiare le numerose commesse, aveva assunto, a tempo determinato, altri operai. E quel che più sconcerta è di non aver provveduto all'eventuale cassa integrazione o ad altri ammortizzatori sociali, ma alla diretta procedura di licenziamento. Gli operai cercano di spiegare il vile gesto ipotizzando che la proprietà abbia deciso di puntare sulla manodopera straniera piuttosto che su quella italiana, che ha costi molto elevati!
Arzano, la vecchia Brianza del Sud, perde un altro tassello della sua economia non troppo florida. Nel 2002, l'ennesima e turbolenta chiusura di un altro colosso industriale, la Meltem srl - controllata dell'altra fallita IPM Group -, che costrinse 80 lavoratori a finire sul lastrico. In entrambi i casi, i datori di lavoro senza scrupoli hanno pensato bene di trasferire, segretamente, i macchinari più costosi e sosficati degli stabilimenti. Addirittura, nel caso della Meltem, qualche ora prima dell'interruzione definitiva della produzione, la dirigenza aveva sottoposto tutti gli addetti alla classica visita medica, un altro modo per non lasciar immaginare ad una simile sciagura!
La questione lavoro è tornata di nuove alle luci della ribalta: i morti della Thyssen Krupp e gli assurdi licenziamenti della KSS sono soltanto alcuni esempi di un comparto dell'economia che rischia di esplodere nella più feroce rivoluzione proletaria. E' inconcepile che certi industriali si accaparrano i fondi europei e, poi - invece di investirli in sicurezza, sviluppo e formazione - li distraggono per meri interessi personali.
I sindacati, quando accadono questi "tradimenti" ai lavoratori, non sono mai a conoscenza preventivamente di certe situazioni o le assecondano per servigi personali? E la politica, quella accorta, quando prenderà coscienza della vita di milioni di operai indifesi di fronte alla barbarie capitalista?

                                                                                           Vincenzo Tafuri



Postato da Politologi alle 14:48 | commenti (3) | Invia un Articolo |
lunedì, 18 giugno 2007

Già da tempo è in atto una pericolosa campagna di svalutazione della laurea in Scienze Politiche. Uno degli atti che confermano l’assunto è il D.M. 231/1997. Il D.M. priva i laureati in Scienze Politiche V.O. di un loro sacrosanto diritto. Impedisce a tutti i laureati ed i laureandi in Sc. Pol. dopo l’A.A. 2000/2001 l’accesso all’insegnamento secondario. Garantisce invece, a tutti quelli laureatisi entro l’A.A. 2000/2001 tale accesso. Il decreto opera una vergognosa discriminazione tra laureati dello stesso ordinamento. Lo sbocco dell’insegnamento previsto al momento in cui ti sei iscritto/a ora viene meno. Questi è solo una delle misure di tale pericolosissima campagna, altre sono in cantiere.
In una società come la nostra, in cui la ricerca del lavoro equivale ad una lotta per la sopravvivenza, il venir meno di tale sbocco lavorativo produce delle conseguenze nefaste: un surplus di laureti in Sc. Pol. sul mercato del lavoro, con conseguente svalutazione di tale titolo di studio.
Imbarazzante è il silenzio di tutte le istituzioni preposte alla tutela dei nostri diritti.
Nasce da questo silenzio l’idea di lanciare una petizione on line. Una petizione che sensibilizzi i nostri governanti e non solo. La Costituzione Italiana offre a noi comuni mortali questo utile strumento. (Art. 50)
Pensiamo che l’unica via, per poter fare in modo che le Istituzioni preposte pongano attenzione a determinate istanze, è quella di dimostrare che di queste sono portatori una pluralità di soggetti.
Internet ci offre questa grande opportunità: trasformare un gruppo disomogeneo e disorganizzato di persone in un gruppo coeso portatore di un’istanza comune.
Chiaramente l’operazione è difficile, richiede impegno, collaborazione e soprattutto entusiasmo. Noi ci crediamo. Non ci va di arrenderci senza lottare e di racchiuderci nell’ottuse logiche, tipicamente italiane: “noi non contiamo, noi non possiamo fare niente, comandano loro”.
I cambiamenti sono difficili, ma non avvengono per virtù divina, sono gli uomini a determinarli.
Saremo contenti di avere accanto, in questa difficile “battaglia” più persone possibili. Dimostriamo che gli studi fatti non sono stati inutili. Per anni ci hanno massacrato: tutela dei diritti, diritti violati, eguaglianza, diritti ed ancora diritti... è venuto il momento di mettere in pratica questi insegnamenti.
Riteniamo che questo sia l’unico modo per poter sensibilizzare alcuni uomini del governo Prodi, in particolare del Miur (Ministero dell’Università e della Ricerca), che (si tratta di voci), sembrano essere sensibili al problema.
Dimostriamo, a chi governa, che siamo capaci di mobilitarci e di difendere i nostri diritti.
Facciamo in modo che il successo della petizione divenga un monito contro tutti coloro che in futuro intendano prendere altre misure tendenti a ledere i diritti delle persone: questa volta è toccato ai dottori in Scienze politiche.

Fai sentire la tua voce.
FIRMA LA PETIZIONE: CLICCA QUI



Postato da Politologi alle 18:57 | commenti (24) | Invia un Articolo |