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sabato, 26 aprile 2008

 Ieri 25 Aprile. Giorno della liberazione dal nazifascismo. Punto di partenza per la creazione di una nazione semilibera. Semilibera perchè oggi siamo alle prese con nuove forme di fascismo: la prima è l'informazione gestita dai poteri forti. In Italia l'informazione è in mano alle lobby: amici di... , imprenditori, gente di partito. I giornali sono finanziati con le nostre tasse. La tv è in mano ad una sola persona. La rete è l'unico luogo in cui è possibile informarsi senza ritocchi e fotomontaggi vari.
Il V2 Day ha avuto scena in 400 città. La partecipazione non è certo mancata. Cosi come non è mancata per la festa della Liberazione. Nonostante la contrapposizione voluta dai media, le due piazze sono state tutt'altro che antitetiche. Quella storica del 25 Aprile ha avuto i suoi giusti proclami; ma anche qualche denigrazione. Il Cainano ha dichiarato che bisognerebbe capire anche Salò e gli infoibati. 
Sul V2 Day le tv hanno taciuto. D'altronde cosa c'era da aspettarsi da chi vorrebbe che il sistema informazione resti cosi com'è? Beppe Grillo a Torino ha dichiarato che "il V2 Day è la naturale continuazione di chi ha lottato per liberare l'Italia" e che "se oggi avessimo un decimo del cuore e un centesimo dei coglioni di quella gente oggi l'Italia sarebbe una nazione migliore".
I nostri nonni hanno lottato per la libertà, ora tocca a noi farlo per rendere liberi gli uomini.


Davide Cesarano
Staff Politologi 

PS
Inserite nuove fotocopie di Spagnolo distribuite durante il corso. Clicca qui (file Spagnolo 8).


Postato da Dariolo alle 13:48 | commenti (3) | Technorati Profile
mercoledì, 19 marzo 2008

È il 16 marzo 1978, sono appena le 9:58 di mattina quando i programmi televisivi vengono interrotti per annunciare il rapimento del presidente dell'allora Democrazia Cristiana italiana, On. Aldo Moro. Sequestro avvenuto a Roma in via Fani per opera delle Brigate Rosse. Gli uomini della sua scorta vennero assassinati. Oggi 16 marzo 2008, 30 anni dopo, si ricorda l’assassinio di quella scorta. Inoltre si richiama alla memoria l’inizio e la fine di una fase storica e della prima Repubblica. Aldo Moro viene rapito mentre si stava recando in Parlamento per partecipare al dibattito sulla fiducia del nuovo governo Andreotti costituito con l'appoggio e l'ingresso del PCI nella maggioranza programmatica e parlamentare, da Moro ampiamente favorito. Per tutta la durata di quel sequestro (55 giorni) i media e l'opinione pubblica italiana, europea e mondiale seguirono col fiato sospeso quel tragico fatto. Con vari ultimatum, pena la vita dello statista, le BR chiedono un riconoscimento politico del loro movimento e la liberazione dei brigatisti sotto processo a Torino. PCI-DC sono per la "fermezza", "rifiutare ogni compromesso", il PSI è invece per la trattativa. Passano 53 giorni di lacerazioni politiche, vennero mobilitati politici di ogni Paese, lo stesso Papa Paolo VI, addirittura Cosa Nostra: invano. Il 9 maggio, dopo 55 giorni di prigionia, lo statista venne ucciso dalle Br. Il suo corpo sarà trovato nel bagagliaio di una Renault R 4 rossa, posta Via Caetani. Ai funerali sono presenti tutti i partiti, ma è assente la famiglia, che polemizza (e polemizzerà sempre) "la fermezza"; di aver escluso degli spiragli per trattare la vita del loro congiunto e di avere abbandonato al suo destino e con cinismo, lo statista.

Non si è ancora completamente risanato quello strappo tragico nella vicenda della storia italiana, forse perché dopo trent’anni non sono ancora chiari alcuni punti di questo sequestro: la mancata perquisizione del covo di via Gradoli ad esempio, o ancora l’episodio del lago della Duchessa che fa seguito ad un falso comunicato delle Brigate Rosse ancora avvolto nel mistero. La presenza della MAFIA, il ruolo della CIA. Sono tutte domande che tuttora restano senza una risposta.

Sul caso Moro vi invito a vedere il film di Giuseppe Ferrara con un grande Gianmaria Volontè che interpreta degnamente il presidente della DC. Il film narra i 55 giorni del sequestro e della morte di Aldo Moro e ripercorre fedelmente tutti gli eventi che hanno caratterizzato quei giorni.


Angela Esposito



Postato da Politologi alle 20:36 | commenti (1) | Technorati Profile
domenica, 27 gennaio 2008

MM_shoah2 

Da una deposizione di uno dei comandanti dei lager di Auschwitz, Rudolf Hoss, al processo di Norimberga:
 
“La soluzione finale del problema ebraico significava il completo sterminio di tutti gli ebrei d’Europa. Mi fu dato l’ordine, nel giugno del 1941, di creare, ad Auschwitz, istallazioni per lo sterminio. A quel punto nel governatorato generale della Polonia esistevano già tre altri campi di sterminio: Belzec, Treblinka e Wolzek(…).
Feci una visita a quello di Treblinka per vedere come si procedeva allo sterminio. Il comandante del campo di Treblinka mi disse di aver liquidato 80.000 persone nel corso di un semestre. Era stato incaricato di liquidare prima di tutti gli ebrei provenienti dal ghetto di Varsavia. Egli usava monossido di carbonio. Ma io non ritenni che i suoi metodi fossero molto efficienti, per cui, quando ad Auschwitz organizzai i locali per lo sterminio, usai lo Zyklon B, acido prussico in cristallo, che veniva fatto cadere nella camera della morte da una piccola apertura. Per uccidere coloro che vi si trovavano bastavano da tre a quindici minuti, a seconda delle condizioni atmosferiche. Sapevamo che le persone erano morte quando le grida cessavano. In genere aspettavamo una mezz’ora prima di aprire le porte e portare via i cadaveri. Poi i nostri Kommandos speciali toglievano loro gli anelli e i denti d’oro. Rispetto a Treblinka, un altro progresso fu la costruzione di una camera a gas che contenevano duemila persone alla volta: mentre a Treblinka le dieci camere a gas del campo potevano servire solo per duecento persone ognuna”.
Chi era questo uomo? Come è possibile che possa raccontare tanta crudeltà con una tale freddezza. Eppure come lui tantissimi altri uomini, che riconoscevano di essere dei carnefici professionisti, nella quotidianità svolgevano una vita familiare come tante altre, magari amavano i bambini eppure gli animali. Padri di famiglia, borghesi, atei convinti o fedeli devoti di una chiesa cristiana, che hanno ammazzato più di sei milioni di donne, uomini, bambini, adolescenti, semplicemente per eliminare dalla faccia della terra quel che loro consideravano una razza inutile e nociva. Questa vicenda che qualcuno ha voluto chiamare olocausto, altri shoah (distruzione in ebraico) oggi si è tramutata in una semplice metafora, un simbolo o una parola d’ordine (mai più!). Ritengo invece che ora più che mai bisogna ritornare a raccontare i fatti, le storie di questi uomini privati della loro dignità. Ebrei, zingari, intellettuali e preti di straordinario coraggio che ignorarono le continue esortazioni all’obbedienza e alla lealtà del loro stato, dei loro capi spirituali, della loro chiesa scegliendo piuttosto la strada della propria coscienza. È questo il significato del 27 gennaio. Per non dimenticare!
 
“Voi che vivete sicuri, nelle vostre tiepidi case, voi che trovate tornando a sera, il cibo caldo e visi amici:considerate se questo è un uomo: che lavora nel fango, che non conosce pace, che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna: senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo, come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpite nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi alzandovi; ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi.”
(Primo Levi, Se questo è un uomo)
 
Angela Esposito
 
PS
Altra cultura universitaria e Politologi propongono la settimana della memoria. Una settimana di discussione e approfondimento in occasione del 27 gennaio. Vi invitiamo quindi a proporci sia sul forum che sul blog i vostri punti di vista, le vostre opinioni. In settimana verrà attuato un cineforum su l’argomento e con le vostre idee.



Postato da Dariolo alle 11:27 | commenti (5) | Technorati Profile