Ilaria Alpi era sulla strada giusta, perciò è stata assassinata assieme al suo cameraman Miran Hovratin. L'occidente industrializzato ha pensato bene di sversare i suoi rifiuti nelle terre dei paesi africani. La notizia è già da molto tempo di pubblico dominio, ma il quotidiano londinese The Times ha pensato bene di riaprire il dibattito su questo traffico illecito di rifiuti tossici.
I dati emersi evidenziano che il 47% dei rifiuti elettronici o radioattivi, per via mare e con navi pirata, arrivano in Somalia e in Nigeria. Addirittura, secondo l’ONG Basel Action Network, il 75% delle scorie destinate alla Nigeria non possono essere riciclate, diventando così agenti inquinanti. A livello mondiale, vengono prodotte dalle 20 alle 50 tonnellate di rifiuti elettronici: la parte riciclabile viene spedita in Cina ed India, dove vengono vendute all’asta, mentre la parte non riciclabile viene smaltita nelle zone già tartassate dalla fame e dalla povertà.
A riprova di quanto finora detto, tra il 1997 e il 1998, la sezione italiana di Greenpeace è riuscita ad impossessarsi di una copia dell’accordo firmato dall’allora presidente della Somalia, Ali Mahdi Mohamed, dove accettava 10 milioni di tonnellate di rifiuti tossici in cambio di 80 milioni di dollari. Un business milionario per gli affaristi occidentali, che con soli 8 dollari la tonnellata riuscivano a far scomparire rifiuti che, in Europa, avrebbero avuto un costo di riciclaggio e smantellamento di 1.000 dollari la tonnellata. Cadmio, mercurio, piombo e, soprattutto, scorie radioattive: il “continente nero” è la pattumiera delle nazioni industrializzate.
Nonostante il problema dello smaltimento di tali scorie, in Italia, è ricominciato il dibattito sul nucleare, poiché, a metà aprile, ci saranno le elezioni per il rinnovo delle rappresentanze. Nei programmi politici dei partiti più rappresentavi è contenuto un punto specifico che indica la necessità di dotare il nostro Paese con questo tipo di centrali, considerate pulite e sicure essendo di ultima generazione, ma, oltre a mentire sui tempi lunghi per la realizzazione e la messa in regime, si tace sul come eliminare i residui del processo atomico. Così come accaduto per le terre campane – dal giuglianese all’agro nocerino - sarnese, dall’acerrano al casertano – anche l’Africa è stata e sarà ancora vittima delle promesse demagogiche di tanti politicanti e imprenditori senza scrupolo. Tutto questo per non tradire lo slogan: mors tua, vita mea…
Vincenzo Tafuri
PS vi segnaliamo sul forum l'iniziativa "GIOVANI SI CAMBIA". Tra le associazioni che promuovono l'evento, ci siamo anche noi Politologi.
Ieri Politologi era presente al “Monnezza Day”, l’evento organizzato dagli Amici di Beppe Grillo di Napoli per dare voce alla protesta del popolo campano contro lo scempio dell’emergenza rifiuti.
Non ho mai visto Piazza Dante cosi gremita di gente. La partecipazione non si è fatta mancare. Al di là degli interventi di Grillo, di Padre Alex Zanotelli o della senatrice Franca Rame, sono rimasto molto sconcertato dal fatto che nessun tg abbia dato il dovuto risalto alla notizia dell’evento. Evidentemente la presenza di migliaia di persone unite per manifestare il loro dissenso verso lo scempio della gestione politica e amministrativa della crisi rifiuti non conta nulla. All’Italia non interessa. O meglio, non interessiamo. Si, perché anch’io condivido le parole di Grillo: “Napoletani chiedete l’indipendenza”. Nel ‘700 eravamo una delle capitali d’Europa. Napoli era considerata epicentro culturale, artistico e letterario. Oggi siamo la discarica d’Italia. Nella nostra terra sono stati versati tonnellate e tonnellate di rifiuti nocivi, in gran parte provenienti dalle industrie del nord. La metà dal Veneto, regione che ha promosso uno spot in Germania per invitare i tedeschi ad evitare la Campania e a scegliere il loro territorio. Le altre regioni, a differenza della Sardegna e dell’Emilia Romagna, non vogliono i nostri (anzi, loro) rifiuti. Come se non fossimo Italia.
Siamo la Campania. Una delle regioni, territorialmente e artisticamente, più invidiate del mondo. Dovremmo essere tutelati. Invece siamo ignorati. Ma quasi quasi perché non chiediamo l’indipendenza? Chissà, potremmo risolvere i problemi da soli, senza l’ausilio dello “straniero italiano”. Non ne abbiamo bisogno. Le nostre tasse le faremmo rimanere nella nostra terra, senza “gonfiare” le tasche degli imprenditori e dei politici del nord. E quelli che hanno sbagliato, che hanno reso la nostra terra la vergogna d’Europa, li potremmo mandare al confino in terra straniera: l’Italia, la patria del magna magna, dei politici accattoni, della falsa democrazia. Non ci confondiamo con questa gente.
Politologi aderirà a "Il giorno del Rifiuto", l'iniziativa promossa da Beppe Grillo e dal meetup partenopeo per protestare contro l'insostenibile situazione dell'emergenza rifiuti in Campania. Invitiamo tutti gli studenti della nostra facoltà a partecipare all'evento!
COMUNICATO STAMPA: IL 23 FEBBRAIO A NAPOLI "IL GIORNO DEL RIFIUTO" !
"Sabato 23 febbraio in piazza Dante si terrà "IL GIORNO DEL RIFIUTO", l'iniziativa organizzata dal Meetup "Amici di Beppe Grillo" di Napoli per dar voce alla protesta dei cittadini contro la situazione di estremo degrado in cui versano Napoli e tanti comuni campani a causa di una politica fallimentare in tema di gestione dei rifiuti.
Una giornata di "dissenso civile" contro le scelte operate dai nostri amministratori, ma anche una giornata di informazione per portare avanti delle proposte concrete per risolvere il "problema rifiuti", per chiarire i rischi per la salute derivanti dal funzionamento degli inceneritori, per denunciare lo sversamento illegale di rifiuti tossici che ha trasformato la Campania Felix nella "pattumiera d'Europa".
In piazza verranno allestiti diversi stand informativi, mentre sul palco interverranno studiosi ed esperti in materia di fama internazionale, come Paul Connett, docente di chimica ambientale all'Università di New York, padre Alex Zanotelli membro del Comitato Allarme Rifiuti Tossici, Maurizio Pallante, il professor Giambattista De' Medici, il professore Giuseppe Comella, il professore Franco Ortolani, il professore Federico Valerio, la dottoressa Patrizia Gentilini, il dottor Antonio Marfella, il prof. Alberto Lucarelli.
Questa grande "MARATONA DEL RIFIUTO" vedrà la partecipazione di Beppe Grillo, Franca Rame, Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Capone e Bungt e Bangt, Nello Daniele, Toni Cercola, Sasà Mendoza Quartet Jazz, Zorama, Spakka-Neapolis 55, Enzo La Gatta e le Nuove Nacchere Rosse, Polo La Famiglia, Giovanni Block, Antonio Diana, Anna Troise, Impact, Peter's Ghospel Choir e tanti altri artisti che si alterneranno sul palco di piazza Dante ininterrottamente dalle ore 12 fino a mezzanotte, per unirsi ai cittadini campani e lanciare un messaggio forte alle Istituzioni locali e nazionali: IO MI RIFIUTO di accettare passivamente questo disastro ambientale!
In piazza sarà organizzata, inoltre, una raccolta di firme per chiedere che si faccia partire immediatamente la "raccolta differenziata porta a porta", come avviene in tanti altri comuni italiani.
"L'organizzazione del "Giorno del rifiuto" è stata possibile grazie alla partecipazione attiva di tanti cittadini non solo napoletani ma di tutta Italia, che si sono coordinati attraverso la rete dei Meetup e con l'aiuto del mondo dell'associazionismo campano - ha dichiarato Roberto Fico, organizzatore del "Gruppo Amici di Beppe Grillo" di Napoli - Anche gli studenti dell'Accademia di Belle Arti ci hanno aiutato allestendo la scenografia. Ci siamo finanche "autotassati" per coprire le spese, senza l'aiuto di nessuno sponsor, né di partiti politici. Siamo convinti che solo dai cittadini può partire la spinta verso una vera rinascita della nostra città e dell'intero Paese. In questo momento così difficile con questa iniziativa vogliamo lanciare un chiaro segnale a tutto il mondo politico: i cittadini non sono più disposti a subire passivamente le decisioni calate dall'alto, senza che vengano ascoltate le loro istanze, i loro bisogni, le loro idee".
Nonostante la serietà dell'argomento, "Il giorno del Rifiuto" avrà come "marchio di fabbrica" una forte dose di ironia che contraddistingue da sempre tutte le iniziative organizzate da Beppe Grillo attraverso il suo blog e i Meetup.
I "grillini" partenopei, infatti, per pubblicizzare l'evento hanno realizzato un video presente in internet sul sito You-Tube con protagonista una sacchetto della "monezza" parlante, inoltre in piazza verranno distribuiti dei portachiavi-ricordo dell'evento con un mini-sacchetto di spazzatura realizzato con materiali di recupero.
L'invito a partecipare al "Giorno del Rifiuto", dunque, è rivolto a tutti i cittadini campani che vogliono dimostrare che a Napoli e in Campania ci sono tante persone perbene che si RIFIUTANO di accettare che la loro terra sia divenuta in tutto il mondo il simbolo della "monnezza"!
Il "Giorno del rifiuto" sarà trasmesso in DIRETTA a partire dalle ore 19 su ECOTV, canale 906 di SKY." Amici di Beppe Grillo di Napoli.
Se le zoccole potessero parlare ci direbbero grazie. E proprio non riesco a capire il perchè... Mha... Forse si sarà diffusa la notizia che da queste parti si "mangia bene", che c'è "cibo per tutti". Abbondanza, direi. Si, perchè San Giorgio a Cremano, Cercola, Melito, Marigliano, sono diventate vere oasi per le zoccolelle che vogliono crescere sani, forti e belle. La notizia si è diffusa cosi tanto che quelle delle altre città sono in marcia per la Campania. Altro che marcia su Roma, questa è marcia sulla monnezza. C'è n'è per tutti i gusti e colori: quella bianca, gialla, rossa, arancione, nera. Quella fresca, conservata al fresco e fatta invecchiare di qualche mese. "Mha - penseranno le zoccole - qua si campa bene, quasi quasi affito casa, tanto lo sfratto è impossibile".
La colonia zoccolese ha anche pensato di dedicare una cappella alla loro santa protettetrice: Santa Rosa Russo Iervolino la Zoccola, la santa di tute le zoccole. Piccioni viaggiatori ci informano di un forte pellegrinaggio proveniente dalle più disparate parti del mondo per venerare la loro santa. Ha fatto miracoli, merita tutto il loro affetto.
Ma il paradiso delle zoccole è pieno di santi, di ratti che hanno dato la loro vita affinchè tutte le zoccolelle potessero vivere felici e contente sulla terra. Quello zoccolone di Bassolino. La zoccolella di Pecoraro Scanio. La zoccola di Prodi, per gli amici "zoccola-mortadella". La zoccoletta di Berlusconi, alias "mafio-zoccola". L'elenco è lungo. Destra, sinistra, centro. Il paradiso delle zoccole è una grande coalizione.
"Nessuno tocchi la monnezza", ha dichiarato una zoccola a Vespa, giornalista (?) di Sacchetto a Sacchetto (con tato di ecoballa in studio). "Tranquilla - sbotta il Vespone - la monnezza è sacra".
C'era una volta un professore americano...che credeva che realmente un altro mondo fosse possibile...magari un mondo senza cumuli di rifiuti per strada...anzi dove i rifiuti, la morte per antonomasia, non solo assumevano profili meno lugubri, ma anzi, dove addirittura diventavano fonte di creatività e di partecipazione...!
Una favola? No, una sfida. La sfida di chi, come il nostro professore, crede che esistano delle alternative realizzabili a quegli strumenti devastanti (vedi inceneritori e megadiscariche) fatti sempre passare come INDISPENSABILI per sanare la piaga dei rifiuti.
Il professore è Paul Connet, la sfida quella di Rifiuti Zero.
L'abbiamo incontrato lunedì (4.2.2008) in un convegno tenutosi presso l'Università Federico II di Napoli.
Il presupposto essenziale della strategia Rifiuti Zero è il seguente: il problema non può essere risolto A VALLE, ma va risolto A MONTE; quindi prima di tutto è necessaria una PRODUZIONE PULITA da parte delle industrie (riduzione degli imballaggi, dell' utilizzo di sostanze tossiche nei prodotti, ecc.) e una RIDUZIONE DEGLI SPRECHI da parte nostra (mettiamo fine alla società dell'USA E GETTA!)
Per capire in modo semplice e chiaro presupposti, tecniche, iniziative e risultati di tale strategia vi invito a consultare le slides del seminario di Connet. http://www.forumtarsia.it/pdf/connet.ppt.
A qualcuno tutto ciò potrebbe sembrare utopico o poco concreto...invece io ritengo che, seppur con delle difficoltà, potrebbe essere realizzato...e comunque dimostra come la partecipazione attiva delle persone può limitare i danni del sistema in cui viviamo.
La gestione dei rifiuti NON è solo una QUESTIONE POLITICA... TUTTI noi CITTADINI siamo e dobbiamo essere coinvolti in essa (anchè perchè siamo prima di tutto protagonisti della PRODUZIONE dei rifiuti!).
2PS Se volete pubblicare questi appunti su altri siti internet siete liberi di farlo, se siete persone serie magari citate la fonte, se invece siete i soliti "furbetti" potete anche omettere di citarci ... l'importante è che gli appunti tornino utili agli studenti!
“E’ come se fosse eruttato il Vesuvio o ci fosse stato un forte terremoto e tutti facessero finta di niente”. Queste le parole di un ragazzo che scrive sul forum di www.pianura.org, che, a ragione, si chiede come mai sono tutti nella quasi totale indifferenza e non si tratta la cosa per quale è... una tragedia vera e propria! Di una gravità immane! Si dicono tante parole, ma fatti ancora niente. Nessuno risolve la situazione. Tutti impuntati verso la riapertura della discarica di Pianura-Pisani come se fosse l’unica cosa possibile da fare e l’unica soluzione permanente e sicura a tutto. Così non è e lo sappiamo bene... e lo sanno bene anche coloro che si impuntano. Sono stati individuati anche altri siti di sversamento, come Lo Uttaro o Terzigno (nel bel mezzo del Parco Nazionale del Vesuvio, una cosa proprio fuori dal mondo!), tutti territori molto fertili, in cui ci sono coltivazioni, dove si piantano cibi che poi noi mangiamo, mentre i consigli degli esperti, degli scienziati e dei geologi vengono tranquillamente ignorati. Non si sa per quale motivo. Alcuni di loro cercano di individuare altri siti più idonei, lontani dalle città e molto vasti, in cui si possa sversare, e invece ci si fissa su quei siti.
Inoltre, nonostante il nostro caro sindaco Iervolino dica che NON MUORE NESSUNO, la situazione, già molto grave, qualora si aprisse davvero il sito di Pisani, sarebbe ancora peggiore di quanto si pensi/si faccia credere. Nella discarica sono emerse delle biomasse di gas tossici e se si dovessero fare altri sversamenti, ci sarebbero delle pesanti reazioni chimiche tra i nuovi e i vecchi gas e ci potrebbe essere una forte e dannosa esplosione con emissione di sostanze tossiche e mortali del tipo di Bhopal e Seveso. Ma ci rendiamo conto??? Ma perché non scende tutta la città in piazza? Inoltre, ieri sera, un geologo in tv ha detto che Quarto si trova in una zona vulcanica ancora parzialmente attiva e che, sempre nel caso di ulteriori sversamenti, si potrebbe formare un “effetto tappo” che potrebbe portare ad una specie di eruzione……è evidente che in entrambi i casi prospettati, le conseguenze non riguarderebbero solo Pianura e Quarto, ma anche i quartieri limitrofi e tutta la zona flegrea.
Infine, in una tv privata, ho visto le riprese di alcune telecamere che mostravano come i camion dell’Asia raccoglievano i rifiuti da Posillipo e Vomero e li portavano ad Agnano! Esistono cittadini di serie A che devono essere “liberati” e altri di serie C a cui consegnare tutto?? Ma stiamo scherzando??
Ecco perché mi chiedo come ci possa essere tutta questa indifferenza e superficialità nella risoluzione (se mai ci fosse!) di questa situazione. E’ vero che non è una cosa nuova, che si va avanti così da 14 anni e che adesso se ne parla solo di più in tv e l’Italia sembra essersene accorta solo ora, però la situazione non è mai stata così grave credo. Aspettano che arrivi di nuovo il colera? Pensano che basti spruzzare liquido disinfettante sui cumuli di immondizia per le strade? Fare rilievi sulla popolazione per valutare effettivamente l’incidenza di tumori (tanto lo sappiamo già che è così!)?
Le soluzioni ci sono, è difficile prenderle, ma il punto è che non si prendono e basta, non si muove nulla.
Da segnalare, il documentario sull’ecomafia chiamato “Biutiful Cauntri” che mostra le 1200 discariche abusive campane, il ruolo della camorra con tutti i suoi meccanismi e le conseguenze su bestiame e esseri umani. Qui trovate il trailer.
Vi lascio con un articolo su un ottimo, a quanto pare, metodo di smaltimento-riciclaggio, chiamato Thorun sistema sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche…eccone uno stralcio:
[…] Un passo oltre la raccolta differenziata e il semplice incenerimento, con cui i rifiuti diventano una risorsa e che comporta un costo decisamente inferiore a quello di un inceneritore. Thor (Total house waste recycling - riciclaggio completo dei rifiuti domestici) è una tecnologia ideata e sviluppata interamente in Italia dalla ricerca congiunta pubblica e privata, che si basa su un processo di raffinazione meccanica (meccano-raffinazione) dei materiali di scarto, i quali vengono trattati in modo da separare tutte le componenti utili dalle sostanze dannose o inservibili. […]