
L’articolo 6 del Codice dei beni culturali dichiara che “scopo unico della valorizzazione del patrimonio culturale è promuovere lo sviluppo della cultura”, ma la rivoluzione proposta dal ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi (che segue la riorganizzazione del ministero che già era stata attuata dal precedente ministro Rutelli con il D.P.R. del 21/11/2007) porta a tutt’altra direzione con la nascita della figura del SUPER-MANAGER alla Direzione generale per i musei, le gallerie e la valorizzazione e il progetto di messa a reddito del patrimonio artistico e archeologico. Ma cosa farà questa nuova figura? Sarà colui che gestirà i circa 400 luoghi italiani della cultura (musei, gallerie, siti archeologici, ville storiche) appartenenti allo Stato. Quindi, autorizzerà il prestito delle opere d´arte per le mostre, dichiarerà se le esposizioni sono di rilevante interesse scientifico, assicurerà l´incremento delle raccolte statali adottando i relativi provvedimenti di acquisizione, tra le altre cose. Inoltre, l´articolo 8 del Decreto, al punto 1, precisa che la Direzione dei musei "svolge le funzioni e i compiti, non attribuiti alle direzioni regionali e ai soprintendenti...relativi alla tutela e alla valorizzazione delle raccolte".
Cerchiamo di capirci qualcosa. Consideriamo, soprattutto, che tale manager sarà Mario Resca (scelto direttamente da Bondi anche se aveva assicurato che tale incarico sarebbe andato per concorso pubblico), cioè l'ex direttore di McDonald Italia, di certo una persona molto competente in materia di cultura e arte. Un uomo che saprà sicuramente sfruttare le proprie conoscenze dell’essere stato a capo di McDonald per diventare esperto d’arte e valorizzare il nostro patrimonio culturale. Non ho dubbi che saprà valutare quali esposizioni sono di rilevante interesse culturale e quali no oppure guidare "i programmi concernenti studi, ricerche e iniziative scientifiche", per esempio. Si prevede anche la scomparsa della direzione generale che si occupa dell’arte contemporanea (che il ministro Bondi ha sempre ammesso di “non capire”) (giustamente, se non capiamo qualcosa eliminiamola, ndr)
Se consideriamo, inoltre, che egli può stabilire "linee guida per l’affidamento in comodato" di opere dei musei (articolo 8 h) e che potrebbe benissimo decidere di spedire quadri e statue di rilevante valore in ben altri luoghi del mondo al fine di trovarci un ricavo, la preoccupazione sale. E aumenta se pensiamo a un altro articolo del decreto che recita: “tale figura esprimerà la volontà dell´amministrazione nell´ambito delle determinazioni interministeriali concernenti il pagamento di imposte mediante cessione di cose, anche di arte contemporanea, o di beni destinati alle raccolte di musei, pinacoteche e gallerie”….traduzione: dare quadri/opere al posto delle tasse. Non credo che ciò possa valorizzare così tanto il nostro patrimonio culturale. Per non parlare dei tagli, ovviamente, previsti: quasi un miliardo di euro per il prossimo triennio (236 milioni nel 2009, 251 milioni nel 2010 e 434 milioni nel 2011!).
Ovviamente le critiche si sprecano e anche i giornali stranieri non si risparmiano: il New York Times titolava con una frase sull’entrata dei cheeseburger nel dibattito sui musei italiani; il Daily Telegraph parla di mcdonaldizzazione del patrimonio italiano.
Le prime dichiarazioni di Resca, infine, non sono molto incoraggianti: "resti romani come Ercolano, Pompei e il Foro di Roma sarebbero una scenario spettacolare per il lancio di nuovi prodotti".
Fabiana Bianchi
Staff Politologi
PS
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