
Attualmente il prezzo medio della benzina è di 1,266 euro al litro, con il greggio che costa poco più di 60 dollari al barile. Pochi mesi fa, con il petrolio a quasi 150 dollari per barile, il prezzo al consumatore era di più di 1,50 euro al litro. I conti non tornano. Il prezzo di un barile è sceso del 60%. Contemporaneamente, quello di un litro di benzina solo del 16%. Con una semplice proporzione è facile calcolare che il prezzo ipotetico di un litro di benzina con questo prezzo del barile, dovrebbe essere di circa 60 centesimi di euro. Considerando che per ogni centesimo di euro in più per litro lo stato incassa 40 milioni di euro in più di tasse al mese, si arriva a scoprire che allo stato attuale delle cose, l'erario incassa al mese 1,8 miliardi di euro in più di quanto dovrebbe incassare se la benzina scendesse della stessa percentuale di quanto sale rispetto al prezzo del barile. Sono tutti calcoli molto semplici.
In questo momento di crisi economica, uno Stato che fa gli interessi dei cittadini è uno stato che protegge il potere d'acquisto dei salari e tutela le famiglie dalle variazioni dei tassi dei mutui. Ma soprattutto uno Stato che controlla i prezzi e le speculazioni. Qui invece abbiamo uno Stato che è lui stesso speculatore sul prezzo della benzina.

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