Premetto che il mio discorso non parte da una visione ideologica, osservo gli eventi e cerco di trarne un significato. Devo dire che il più delle volte non riesco proprio a individuarlo questo significato.
Un esempio di questa mancanza di significato è il “caso di Verona”, il pestaggio mortale fatto da alcuni ragazzi. Beh le motivazioni sono varie, ma senza un autentico fondamento.
C’è che dice che il pestaggio è dovuto al codino, questo nell’ottica dei ragazzi autori del pestaggio rappresentava un tratto di diversità. C’è chi dice che Nicola (il ragazzo ucciso) aveva negato una sigaretta a questi assassini, questi esaltati, questi pazzi…
Questi assassini (perché tali sono) hanno diritto di difesa, è vero, pero io rivendico il dovere dello stato di fare giustizia. Chi sbaglia deve pagare per il delitto che ha commesso. La pena - diceva Cesare Beccaria - ha il fine della rieducazione del reo e di impedire che altri commettano lo stesso reato (la nostra costituzione all’articolo 27 si rifà a questo principio). Si può essere in disaccordo con quanto detto da Beccarla, forse per la rabbia causata da questo evento, o per altro che annebbia la ragione.
Vorrei ricordare che Umberto Galimberti (nel suo libro L’Ospite inquietante, il nichilismo e i giovani traccia una mappa dell’universo giovanile) parla di violenza nichilista, violenza allo stato puro, cita le varie generazioni di giovani (la generazione X degli indifferenti, la Q dal basso quoziente intellettivo ed emotivo, la generazione degli squatter o della rassegnazione); e riguardo al caso di Verona afferma che non c'è un rapporto causa effetto in questo atto e quindi si affibbiano ideologie per giustificare questa violenza nichilista. Forse questa violenza è dovuta al fatto che nei giovani c’è una grande paura del futuro, perché questo appare come un qualcosa di indecifrabile, e la si esorcizza in vari modi: si scappa dal mondo o ci si rifugia nelle varie droghe. Tra i 20 e 35 anni, afferma che, c’è il massimo della forza e della creatività e se non c’è un progetto nel quale riversare questa forza, allora questa sarà riversata nella violenza o in altri atti privi di reale significato.
Io credo che non ci siano motivazioni politiche per questo omicidio (sarebbe più appropriato parlare di insensatezza). L’unica certezza è che questi ragazzi si rifanno ad una certa ideologia di estrema destra, che con l’omicidio di quel ragazzo non c’entra assolutamente niente. Dico tranquillamente che non sono contrario ad alcuna ideologia purché questa sia portatrice “solo” di una certa visione, e non giustificatrice di violenza gratuita.
Nicola non era nemico di nessuno, era un semplice ragazzo che amava lo skateboard, un ragazzo come tanti.
I giovani di Verona, invece, affermano che questo omicidio ha una radice politica, e non è una semplice manifestazione di bullismo, continuano dicendo che questi omicidi si rifanno ad una precisa ideologia che si scaglia contro il diverso che in questo momento era rappresentato da Nicola, domanda magari sarà un omosessuale.
Allora, se si prende a calci in testa un ragazzo solo perché quel codino simboleggia il diverso, allora capisco che c’è qualcosa che si è inceppato nel universo giovanile; non voglio fare dell’erba un fascio, ma sapere che ci sono queste manifestazioni di violenza gratuita mi lascia esterrefatto.
Bisogna insegnare a questi ragazzi che il diverso non rappresenta alcuna minaccia, e per questo ho citato Beccarla, bisogna rieducare questi ragazzi e sgomberare la loro mente da queste assurde concezioni.
Ogni uno di noi si sarà fatto un pensiero su questa vicenda, credo sia giusto poterlo esprimere liberamente senza alcun timore.
Vincenzo Di Napoli
PS
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