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venerdì, 09 maggio 2008

Oggi, 9 maggio 2008, è un giorno molto particolare per la storia del nostro Stato. Ricorrono due anniversari di morte, due momenti di buio della storia italiana. Oggi si ricordano Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana e Giuseppe Impastato, attivista e giornalista siciliano.
All’epoca fu dato risalto, in modo particolare,  alla morte dello statista Moro, poiché si andava ad intaccare la “santità” dello Stato; santità che, come ritengono in molti, fu attaccata e devastata dall’interno dello stesso Stato e, anche, grazie all’aiuto di forze assai esterne al nostro ordinamento.
Impastato, invece, morì da solo, senza taccia di santità; il corpo dilaniato da una bomba; violenza che non ha straziato per nulla i cuori di chi ancora oggi osserva le leggi della mafia. Una violenza che in pochi ricordano, perché in pochi continuano ad alzare la voce contro la mafia, mettendoci la faccia e la propria vita.
Queste due morti hanno un filo conduttore comune: la difesa della gente, la difesa dei valori e degli ideali. Moro era coinvolto in un processo di sviluppo politico insieme all’allora segretario del P.C.I., Berlinguer; Impastato era la voce pura e cruda del giornalismo siciliano. Ma entrambi avevano creato problemi ai due poteri; entrambi, con la loro cultura, con il loro coraggio, stavano cercando di cambiare le cose che, ancora oggi e chissà per quanto ancora, sono sporche nel nostro “belpaese”.
Oggi, a 30 anni, nulla cambiato. Solo lo Stato si è difeso, solo i politici non muoiono più.
La gente, invece, quella normale, continua a morire; chi per lavoro, chi perchè lotta per un sistema che è marcio fino all’osso; noi, i normali, continuiamo a morire e chi resta vivo muore ogni giorno un po’.
E allora, il vostro ricordo, cari Aldo e Peppino, che possa servire, una volta di più, a far sì che qualcosa realmente cambi in questo paese dove i mafiosi diventano santi e i puri vanno a finire nel mattatoio dell’oblio.

Alberto D’Anna

PS
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Postato da Politologi alle 12:26 | commenti (12) | Technorati Profile

Commenti
#1   09 Maggio 2008 - 13:20
 
i ricordi sono importanti, sono la nostra storia.

Spero solo che Saviano non faccia la fine di questi giornalisti uccisi.

Solo i giornalisti, seri, come le persone "normali" sono in bilico tra la vita e la morte..
mentre i nostre politici campano tranquillamente, sembrano quasi immortali...

ribadisco che i ricordi sono importanti, però non ne facciamo una premessa per il futuro perchè il ricordo può essere ingombrante...

Vincenzo Di Napoli
utente anonimo

#2   09 Maggio 2008 - 13:40
 
Ciao Vincenzo,

un ricordo, è ingombrante se resta un ricordo e basta.

Se diventa un esempio, allora è solo un bene che ci sia.

Andrea D'Andrea
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#3   09 Maggio 2008 - 13:50
 
Faccio un esempio: se non si ricordasse il male che ha fatto il nazismo e cancellassimo i ricordi riguardo quella forma di totalitarismo, come pure per il comunismo sovietico, cosa farebbe la società di oggi? Risposta: riproporrebbe, senza alcun dubbio, quella società meschina dello scorso secolo...anche se oggi non è che sia una bella società la nostra. Il ricordo del passato va tenuto vivo per un futuro migliore.

Alberto D'Anna
utente anonimo

#4   09 Maggio 2008 - 14:29
 
alla fine è quello che sta succedendo però.....si cancella la memoria storica con questa continua lobotomizzazione televisiva e dei giornali...nemmeno più si ripropongono film molto importanti per la nostra storia, ma solo fiction e reality e cavolate così....come hai detto tu, poi la storia si ripropone..
Fabiana
utente anonimo

#5   09 Maggio 2008 - 16:03
 
Certo,piangiamo la morte di un democristiano incondannabile solo perchè morto,dimentichiamoci invece la morte di migliaia di bimbi africani che non hanno mai avuto la possibilità di sorridere.
La vita di moro è una vita come tante altre,non è più importante di nessun'altra e sinceramente non provo dolore nel ricordarla.



Bakunin
utente anonimo

#6   09 Maggio 2008 - 16:17
 
Mi sa tanto di assoluto niente il commento lasciato da Bakunin...l'anarchia...chissà cos'è questa anarchia...chissà se sai cos'è l'anarchia...da anarchico, se tanto disprezzo provi per un uomo morto, in quanto il problema è dell'uomo e non del politico, allora non parlare dell'Africa. Non parlare dei bambini, non parlare di tutto quello che c'è, nel bene e nel male. Se tu sapessi cosa sia l'anarchia, davvero, risparmieresti la forza di pigiare le tue dolci dita sulla tastiera, perchè non sei parte del sistema. L'anarchia è la forma di conservativismo più dannosa per la storia.
Mi spiace che anche sul ricordo di persone morte, si debbano ricevere critiche.

Alberto D'Anna
utente anonimo

#7   09 Maggio 2008 - 17:38
 
Io so bene cosa significa il termine Anarchia,ma noto che tu non ne sei molto a conoscenza per definirle un termine "conservatore".
Trovami un solo Anarchico nella storia contrario al progresso e allo sviluppo.
Io non sto disprezzando un morto,mi sembra semplicemente una cosa ridicola fare tanto rumore per UN morto quando nel mondo ci sono problemi ben più gravi.
Ti ricordo inoltre che il morto di cui parliamo è stato indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso senza che mai il processo andasse compiuto appunto per la sua morte.
Prima di parlare aziona il cervello.

Bakunin
utente anonimo

#8   09 Maggio 2008 - 18:00
 
Mi sa che non ci siamo spiegati...il cervello io lo aziono. Voi anarchici rinnegate il sistema...ma se il sistema lo disprezzate da fuori, dentro continuerà ad essere marcio. I morti di cui tu parli, continueranno ad esserci, dato che il progresso, purtroppo, lo dà il sistema e non chi sta fuori. L'anarchia è bella a parole, ma nei fatti tutti pedine di questo sistema, me compreso. Non faresti parte della società da anarchico, ecco perchè appoggiate un'utopia. Studi? Lavori? Fai parte del sistema. Non lo combatti, ma ne trai i tuoi benefici. Quindi mi sa che dovresti azionarlo tu il cervello. Se proprio ti ritieni anarchico, beh, prova a non studiare e a non lavorare, poi mi verrai a dire cosa sarai nella società.
Poi dimmi una cosa; stai tanto a criticare il ricordo della morte di un uomo, quando ne ho citato un altro, al quale tengo di più, per ideali e per cultura; come mai non lo critichi? Non è anche quello SOLO UN MORTO IN PIU'? Ecco perchè rimarrete chiusi nel vostro conservatorismo, anche perchè essere conservatori non significa essere contrari al progresso e allo sviluppo, ma significa non sapere cambiare idea: la filosofia e la storia, insieme, ci insegnano che i primi stolti sono tutti coloro che non hanno mai cambiato idea.

Alberto D'Anna

utente anonimo

#9   09 Maggio 2008 - 18:18
 
Ti ripeto,parli con spontaneità senza riflettere.
Lavorare e studiare fa parte del sistema? O.o Ma a me non sembra affatto dato che in una società Anarchica io potrei ugualmente studiare e lavorare.
Siete troppo attaccati a ciò che vi dice la televisione,l'ascoltate troppo e ne restate collusi.
Io mi ritengo una persona realista con un cervello tale da capire che IN QUESTO MOMENTO una società Anarchica non è possibile.
Ma come tu ben saprai,la nascista di un mondo Anarchico(perchè noi di mondo parliamo,non di stato sempre COME TU BEN SAI) può essere raggiunto unicamente tramite vari livelli a cui ancora dobbiamo porci e che non comportano l'immediata fine dello stato(che sarebbe il fine ultimo).
Io sono un sognatore,un idealista?
Ma sono orgoglioso di esserlo!
Sono orgoglioso di non essere un pagnottista e uno disposto a vendere le proprie idee per una villa o una barchetta in più.
Tu non mi conosci,non sai come mi comporto nella società,non giudicare a priori senza sapere chi sono o cosa faccio,i tuoi pregiudizi non mi toccano minimamente.



Bakunin
utente anonimo

#10   09 Maggio 2008 - 22:40
 
"la filosofia e la storia, insieme, ci insegnano che i primi stolti sono tutti coloro che non hanno mai cambiato idea.

Alberto D'Anna"

quindi solo chi cambia idea è buono? ma stiamo scherzando? la carne sotto ed i maccheroni sopra? cioè secondo questa logica il conformista(gaberianamente parlando) è l'unica persona valida poichè cambia subito e spesso idea a seconda della convenienza?non penso che questa tua tesi possa minimamente trovarmi d'accordo!io non apprezzo il dogmatismo delle prese di posizioni ma una idea sottoposta a verifica empirica che risulti valida perchè cambiarla?perchè solo cambiando idea si è validi pensatori?

rettificando varie baggianate dette in precedenza anarchia come ci indica la sua radice vuole dire assenza di governo inoltre non essendo dogmatica oguno può avere la sua anarchia(vedi STIRNER) quindi ciascuno può valutare individualmente la sua azione e la sua contestualizzazione!certo tutti conosciamo e identifichiamo l'anarchia con lo stereotipo che ci è più comodo e che i media ci mettono in bocca!

AP
utente anonimo

#11   09 Maggio 2008 - 23:03
 
Per AP: la mia citazione, non significa che in tutto e per tutto bisogna cambiare idea...e questo perchè di solito io vengo tacciato come estremista.
La filosofia e la storia, insieme, ci insegnano che i primi stolti sono tutti coloro che non hanno mai cambiato idea...il punto è fare una distinzione tra cos'è l'idea e l'ideale. Mi è stato detto di accendere il cervello perchè ce l'ho spento, mi è stato detto che prevarico gli altri...a me sembra che siate tutti voi a prevaricare il pensiero degli altri. Ritornando al concetto, l'idea è qualcosa di personale, come il gusto, il piacere, che può cambiare nei diversi contesti. L'ideale invece è qualcosa per cui si vive. Mi spiace che un post lasciato per ricordare qualcuno si sia trasformato in un attacco "tutti contro tutti", anzi potrei dire Anarchia, Conformismo e Qualunquismo a confronto. Leggete, rileggete e ancora una volta osservate, perchè prima di scrivere o parlare è meglio riflettere bene su ciò che si è visto, perchè spesso il cervello si accende in ritardo. Questo è il segno che ognuno interpreta le parole a modo proprio...sarà contento l'anarchico...scherzo, va a finire che se la prende sul serio.Talvolta si ha l'idea, un giudizio, un gusto riguardo a qualcosa e talvolta si provano idee contrarie. L'ideale non cambia. Perciò, per favore leggere attentamente le istruzioni.

Alberto D'Anna
utente anonimo

#12   10 Maggio 2008 - 02:16
 
Alberto io non ce l'ho con te ne con la tua idea o "ideale".
Se permetti però ho una mia idea,e mi infastidisce veder persone che piangono la morte di uno che della vostra morte se ne sarebbe altamente fregato.
Tutto qui,poi ognuno ha le sue idee e le sue convinzioni,solo non mettermi in mezzo l'Anarchia che non c'entra un emerito cazzo in questo contesto.



Bakunin
utente anonimo

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