
Articolo tratto dal Corriere del Mezzoggiorno.
NAPOLI – Un ragazzo ha posizionato la propria auto di fronte l’ingresso principale della facoltà di Scienze Politiche della Federico II; ha aperto il cofano della vettura e ha distribuito dei pennelli.
Poi con un bel barile di pittura e con un sottofondo musicale targato «Bandabardò», non rimaneva altro da fare che iniziare a lavorare. Proprio così: stamattina, mercoledì 7, alcune decine di universitari hanno cancellato delle scritte ingiuriose, verso il 25 aprile, festa della liberazione dai nazifascisti, apparse sui muri della sede universitaria.
MURI RIPULITI - Le scritte sono rivendicate dalla sigla «Cuib Napoli», collettivo di estrema destra che non è nuovo a questi gesti. «Queste scritte, offensive e fasciste, non potevano rimanere sui muri della nostra facoltà – spiega Giuseppe Cerbone che con Alessandro Gotti è trai promotori della "ripulitura" -. Dopo i tragici fatti di Verona con la morte di Nicola Tommasoli, per mano di alcuni giovani naziskin di estrema destra, non potevano rimanere indifferenti e abbiamo deciso di agire; ci siamo armati di pennello e pittura e abbiamo ripulito il muro». Cerbone ricorda tra l'laltro che anche all’interno della facoltà di Scienze Politiche, in alcune aule, già in passato era stata segnalata la presenza di alcuni simboli di estrema destra.
Francesco Perotta

































