
L’arma della diplomazia ha portato alla mancata pubblicazione del calendario degli esami nei tempi previsti (prima settimana di marzo per la sessione giugno-luglio, prima settimana di aprile per la sessione settembre-prima settimana di ottobre).
L’arma della diplomazia è non denunciare il ritardo della pubblicazione del calendario degli esami perché questo non è il loro metodo.
L’arma della diplomazia ha portato al mancato rispetto dei vincoli di almeno 15 giorni tra un appello e l’altro e di almeno 40 giorni tra il primo e il terzo appello.
L’arma della diplomazia è la mancata pubblicazione dei calendari sul sito web della facoltà
L’arma della diplomazia ha portato gli studenti a segnarsi inutilmente e a mano le date di un calendario irregolare rimasto incredibilmente esposto.
L’arma della diplomazia si è accorta solo dopo un giorno che era il caso di andare dal preside.
L’arma della diplomazia ha portato al differimento dei corsi di mezz’ora con un semplice click, senza nessun preavviso.
L’arma della diplomazia permette ad alcuni docenti di non rispettare i nostri diritti.
L’arma della diplomazia è passeggiare per la facoltà a braccetto col preside.
L’arma della diplomazia è distribuire volantini in facoltà per farsi campagna elettorale, dimenticando le problematiche degli studenti.
L’arma della diplomazia è dire con fierezza al preside che gli studenti si mobilitano e contemporaneamente scrivere sul web che “un gruppo di studenti adottano pratiche intimidatorie mediante ripetute e ambigue critiche”.
Alzare la voce vuol dire rivendicare i propri diritti.
Alzare la voce vuol dire pretendere il rispetto della legge nel rispetto della legge.
Alzare la voce vuol dire denunciare il sistema clientelare con la quale viene gestita la facoltà.
Alzare la voce significa informare gente disinformata.
Alzare la voce è dire la verità.
Alzare la voce è democratico.
L’arma della diplomazia consiglia alla rappresentanza di aspettare e di temporeggiare, l’arma di Politologi resta quella di prevenire e agire. La rappresentanza si indigna per qualcosa che già si sapeva, si muove quando la beffa è servita, perchè non mobilitarsi prima ?
Noi, la voce, continueremo ad alzarla. Cosi come fatto durante l’assemblea di ieri giovedì 10 aprile. I calendari degli esami sono irregolari e vanno modificati, ora. I rappresentanti de “La Confederazione” hanno deciso di non presentarsi all’assemblea, preferendo “l’arma della diplomazia” e definendo le nostre pratiche “intimidatorie”. All’assemblea abbiamo proposto le nostre soluzioni, in modo tale che inconvenienti di questo genere non si ripresentino in futuro (“prevenire è meglio che… fare i galli sulla monnezza”).
Di fronte alle irregolarità e alla violazione dei diritti dei cittadini da parte di provvedimenti delle pubbliche amministrazioni dello Stato (tra le quali la nostra Università) la Costituzione della Repubblica Italiana, le leggi della Repubblica Italiana, lo Statuto della Federico II e il Regolamento didattico d’Ateneo prevedono canali assolutamente legali per tutelarci da provvedimenti irregolari come l’atto di pubblicazione di questi ridicoli calendari.
Siamo stati noi, semplici studenti, ad informare i rappresentanti dell’esistenza di queste forme di ricorso. Se il calendario non verrà modificato Politologi continuerà nella sua battaglia, presentando ricorso agli organi competenti.
L’arma della diplomazia non è sicuramente un metodo sovversivo, ma sicuramente non è nemmeno l’unico metodo legale per di difendere il diritto degli studenti.
L’arma della diplomazia, l’arma de “La Confederazione” non è altro che l’arma del compromesso, un metodo che permette ai rappresentanti di non esporsi oltre il dovuto e di ottenere, mediante negoziazioni in ritardo, il minimo indispensabile. E’ un sistema, una lobby che si basa sul principio di “dare per avere”. Se le pecore hanno paura di rischiare, allora , non dovrebbero candidarsi volontarie a difendere il gregge ma restare nel gregge a difendere i propri interessi (e appoggiando chi quel rischio non ha paura di correrlo perché pensa prima al gregge e poi a sé). L’arma di Politologi è l’arma del gregge, l’arma di un gregge di studenti, semplici studenti, che è stato spinto e costretto da questa finta rappresentanza a difendere da solo i propri diritti. Quando si arriva a questo l’arma della diplomazia, e di chi si fa vanto di utilizzarla, ha già fallito.
La facoltà non è solo nostra ma è anche e soprattutto di chi verrà dopo di noi.
"Il mondo non l'abbiamo ereditato dai padri ma preso in prestito dai figli, quindi qualcosa di buono lasciamoglielo." Roberto Benigni
Lo Staff di Politologi
PS
Da Lunedi 21 Aprile sarà possibile usufruire della nuova aula multimediale della facoltà. Per maggiori info clicca qui.
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