“NORME SUL DIRITTO AGLI STUDI UNIVERSITARI"
Art.1. La presente legge, in attuazione degli articoli n. 3 e n. 34 della Costituzione ed in conformità dello Statuto della Regione Campania e dei principi della Legge 2 dicembre 1991, n. 390, disciplina gli interventi per la concreta realizzazione, in ambito regionale, del diritto allo studio universitario.
Questa è la finalità della legge regionale (3/9/2002) che discplina i servizi e l’organigramma di tutte le A.DI.SU della Regione Campania. Ma quali sono questi servizi? Sono diversi e dovrebbero essere tutti orientati principalmente alla tutela del diritto allo studio universitario, non a caso gli enti erogatori si chiamano A.Di.Su. (Azienda pubblica per il diritto allo Studio Universitario).
La legge nazionale di riferimento, richiamata nell’art. 1, indica alle Regioni i principi ai quali devono attenersi. Nell’articolo in questione si elencano i servizi riconosciuti come fondamentali, principali e prioritari per un’effettiva tutela del diritto allo studio, ovvero:
a) erogazione di servizi collettivi, tra cui mense, alloggi, trasporti, o di corrispettivi monetari;
b) assegnazione di borse di studio;
c) orientamento al lavoro;
d) assistenza sanitaria.
Nell'art. 12 della stessa legge si fa riferimento, fra le varie voci alle oramai “mitiche” Attività culturali e nello specifico:
d)[Le Università] promuovono attività culturali, sportive e ricreative, mediante l'istituzione di servizi e strutture collettive, anche in collaborazione con le Regioni e avvalendosi altresì delle associazioni e cooperative studentesche;
Tutto questo stillicidio di leggi, articoli e norme servono al legislatore nazionale per: primo, dare un peso diverso, un peso sicuramente maggiore a servizi che direttamente rimuovono ostacoli di carattere economico e sociale per il godimento del diritto allo studio (borse di studio, mense, alloggi) rispetto ad altre attività tese alla promozione e al sostegno dellla crescita culturale e sportiva della comunità studentesca; secondo, proprio in virtù di tale differenza, per affidare queste ultime attività alle Università e non ad enti come le Adisu.
La Regione Campania, invece, con la sua legge sceglie di non fare queste differenze e così oltre ai servizi fondamentali viene affidata all’Adisu anche l’attività di finanziamenti per le sempre più mitiche “Attività culturali”, oltre ai finanziamenti che queste attività già ricevono dall’ateneo…e così le “Attività culturali” raddoppiano!
Essendo preoccupato sempre più dal relativismo dilagante in questo secolo, leggo quali attività sono riconosciute come culturali dalla legge regionale:
Art.14
4.“Le ADISU, in raccordo con le Università, offrono la possibilità ad Associazioni e Cooperative studentesche, nonché a liste presentate alle elezioni studentesche per la nomina di rappresentanti negli organismi universitari e delle ADISU stesse, di accedere a contributi per lo svolgimento di iniziative culturali aventi carattere di interesse generale.”
Gianluigi Ottaviano
4.“Le ADISU, in raccordo con le Università, offrono la possibilità ad Associazioni e Cooperative studentesche, nonché a liste presentate alle elezioni studentesche per la nomina di rappresentanti negli organismi universitari e delle ADISU stesse, di accedere a contributi per lo svolgimento di iniziative culturali aventi carattere di interesse generale.”
Ma andiamo a scoprire insieme solo alcune di queste miticissime “Attività culturali di Interesse Generale” finanziate dall’ agenzia pubblica per il diritto allo studio, ovvero dalle nostre tasse.
Allora abbiamo ben tre feste delle quali una per i federiciani, l’altra x il 9 maggio e l’ultima di beneficenza perché il napoletano ha sempre il cuore d’oro; ben quattro giornali tra qui il quotatissimo politik testata che può vantare ben due numeri stampati in tutto il 2007 a fronte di 5mila euro ricevuti! Poi c'è l’imperdibile gita all’acquario di Genova per i colleghi della sti.ge.… e il tutto con soldi destinati al diritto allo studio, ecco perchè proprio a questo punto mi accorgo che il mito delle “Attività culturali”è diventato Leggenda.
Allora abbiamo ben tre feste delle quali una per i federiciani, l’altra x il 9 maggio e l’ultima di beneficenza perché il napoletano ha sempre il cuore d’oro; ben quattro giornali tra qui il quotatissimo politik testata che può vantare ben due numeri stampati in tutto il 2007 a fronte di 5mila euro ricevuti! Poi c'è l’imperdibile gita all’acquario di Genova per i colleghi della sti.ge.… e il tutto con soldi destinati al diritto allo studio, ecco perchè proprio a questo punto mi accorgo che il mito delle “Attività culturali”è diventato Leggenda.
Pensate che a decidere i finanziamenti e, soprattutto, a controllarli ci sono anche studenti, ci sono nostri rappresentanti!!!
Possibile che L’Adisu, nonostante non abbia i soldi per coprire le borse di studio (si parla di più del 50%), non abbia ancora ripristinato il servizio mensa, abbia messo in discussione gli abbonamenti agevolati per i mezzi di trasporto pubblico, abbia un orientamento al lavoro inesistente e ancora mancano alloggi per i fuori sede si conceda però il lusso di finanziare con ben 110mila euro queste “Attività culturali” che con il diritto allo studio c’entrano meno di niente, quando poi i servizi che sono previsti dalla legge a realizzare un diritto allo studio di levatura costituzionale non sono garantiti ?!
Allora a pieno titolo nella leggenda insieme alle “Attività culturali” entrano il C.d.a. e la commissione studentesca di controllo dell’adisu …perché mentre nel resto del mondo civilizzato la cultura rende liberi da noi la cultura rende, rende bene...
Gianluigi Ottaviano

































