
Da poco siamo entrati nella sfrenatezza della campagna elettorale, per scegliere quali saranno i “politici” che ci andranno a rappresentare. L’offerta è tanta, e tutti cercano di mostrare il loro prodotto al meglio e come meglio credono. La destra con le grandi frasi populiste e la sinistra, che ormai non può più definirsi tale, conformandosi alle frasi populiste e mascherando le scelte dei giovani e delle donne sotto quelli che sono i reali legami. Poi ci sono gli altri partiti di destra e sinistra che si sono allontanati dai due grandi partiti per non conformarsi ai conformisti, rinnovandosi formalmente del tutto, come hanno fatto i verdi con rifondazione e gli altri comunisti creando l’arcobaleno, ed i nostalgici del fascismo con la fiamma. L’offerta è tanta, si può scegliere tra le diverse “case produttrici” ma non si possono scegliere i “prodotti specifici”, in quanto la selezione è già stata indicata. Ma allora forse più che chiedersi chi votare, bisognerebbe chiedersi se, a questo punto, vale la pena andare a votare, dato che i giochi sono già stati fatti. Il voto è un diritto che spetta a tutti i cittadini per manifestare, attraverso il voto che esprimono, quale politica vogliono sia applicata e chi al meglio può rappresentare ciò che vogliono. Andare a votare è importante perché attraverso il voto si può cercare di cambiare le cose, di partecipare al processo di formazione delle politiche da adottare, il voto è importante perché votando si esercita quella parte di sovranità che il popolo ha devoluto ai rappresentanti per gestire la “cosa pubblica”. Ma il voto essendo un diritto fondamentale per ogni cittadino, proprio in quanto tale può anche non essere esercitato e questo non vuol dire solo menefreghismo, ma anche espressione del dissenso. Dissenso contro questa legge elettorale, contro i candidati che sono stati scelti, contro il modo in cui viene la campagna elettorale, dissenso alla formazione di nuovi partiti che tutto significano tranne che rinnovamento ed ammodernamento, dissenso contro le grandi coalizioni che non portano a nulla, dissenso contro le stesse facce che continuano a riproporsi. A questo punto esercitare o meno il diritto al voto diviene davvero un dilemma, e allora ciò che bisogna fare è guardare alla propria coscienza per decidere in questo caso quale sia la soluzione migliore senza giudicare, e verificare se tra i tanti candidati e programmi ci sia davvero qualcuno che possa rappresentare e portare aventi le loro esigenze. BUONA CAMPAGNA ELETTORALE A TUTTI.
PS
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