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mercoledì, 19 marzo 2008

È il 16 marzo 1978, sono appena le 9:58 di mattina quando i programmi televisivi vengono interrotti per annunciare il rapimento del presidente dell'allora Democrazia Cristiana italiana, On. Aldo Moro. Sequestro avvenuto a Roma in via Fani per opera delle Brigate Rosse. Gli uomini della sua scorta vennero assassinati. Oggi 16 marzo 2008, 30 anni dopo, si ricorda l’assassinio di quella scorta. Inoltre si richiama alla memoria l’inizio e la fine di una fase storica e della prima Repubblica. Aldo Moro viene rapito mentre si stava recando in Parlamento per partecipare al dibattito sulla fiducia del nuovo governo Andreotti costituito con l'appoggio e l'ingresso del PCI nella maggioranza programmatica e parlamentare, da Moro ampiamente favorito. Per tutta la durata di quel sequestro (55 giorni) i media e l'opinione pubblica italiana, europea e mondiale seguirono col fiato sospeso quel tragico fatto. Con vari ultimatum, pena la vita dello statista, le BR chiedono un riconoscimento politico del loro movimento e la liberazione dei brigatisti sotto processo a Torino. PCI-DC sono per la "fermezza", "rifiutare ogni compromesso", il PSI è invece per la trattativa. Passano 53 giorni di lacerazioni politiche, vennero mobilitati politici di ogni Paese, lo stesso Papa Paolo VI, addirittura Cosa Nostra: invano. Il 9 maggio, dopo 55 giorni di prigionia, lo statista venne ucciso dalle Br. Il suo corpo sarà trovato nel bagagliaio di una Renault R 4 rossa, posta Via Caetani. Ai funerali sono presenti tutti i partiti, ma è assente la famiglia, che polemizza (e polemizzerà sempre) "la fermezza"; di aver escluso degli spiragli per trattare la vita del loro congiunto e di avere abbandonato al suo destino e con cinismo, lo statista.

Non si è ancora completamente risanato quello strappo tragico nella vicenda della storia italiana, forse perché dopo trent’anni non sono ancora chiari alcuni punti di questo sequestro: la mancata perquisizione del covo di via Gradoli ad esempio, o ancora l’episodio del lago della Duchessa che fa seguito ad un falso comunicato delle Brigate Rosse ancora avvolto nel mistero. La presenza della MAFIA, il ruolo della CIA. Sono tutte domande che tuttora restano senza una risposta.

Sul caso Moro vi invito a vedere il film di Giuseppe Ferrara con un grande Gianmaria Volontè che interpreta degnamente il presidente della DC. Il film narra i 55 giorni del sequestro e della morte di Aldo Moro e ripercorre fedelmente tutti gli eventi che hanno caratterizzato quei giorni.


Angela Esposito



Postato da Politologi alle 20:36 | commenti (1) | Technorati Profile

Commenti
#1   20 Marzo 2008 - 10:03
 
...SEMPRE A VEDERE FILM...STUDIA!!!
utente anonimo

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