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Mancano 143 giorni all’inizio dei Giochi olimpici di Pechino 2008 e la “Repubblica” Popolare Cinese continua ad allenarsi nella disciplina dove gareggia sola e incontrastata da più di 50anni: il tiro al tibetano.
Tra il 1949 e il 1950 Mao, il Grande Timoniere, invade ed occupa con le sue truppe di “liberazione” popolare il Tibet. 9 anni dopo, in seguito alla dura repressione cinese contro l’opposizione culminata negli scontri di Lhasa e nell’uccisione di decine di migliaia di tibetani, il Governo tibetano è costretto ad esiliare in India, dove tutt’oggi è ancora rifugiato. In tutti questi anni con le politiche cinesi del”Grande balzo in avanti” della “Grande rivoluzione culturale proletaria” e con le alterne repressioni sono state saccheggiate proprietà, distrutti monasteri (veri e propri centri culturali del paese) e monumenti religiosi; perseguitati, imprigionati e torturati monaci e cittadini tibetani con la sola colpa di volere un paese libero…un vero è proprio “Genocidio Culturale”.
Dal 1962 sono 70000mila i profughi tibetani rifugiati in Nepal e India e decine di migliaia i morti per un Tibet libero….ultimi quei 100 che in questi giorni stavano manifestando pacificamente ma che stridono troppo col clima di festa di Pechino e col passaggio della fiamma olimpica. Il mondo nel frattempo continua a guardare, tra un invito alla repressione con moderatezza e con dolcezza della Rice e con la scoperta, da parte del nostro Ministro degli Affari esteri, che le repressioni cinesi in Tibet sono inconciliabili con lo spirito delle Olimpiadi; solo con quello spirito però e allora facciamo finire i Giochi e poi possono riprenderle pure con calma.
Ieri a Bruxelles hanno manifestato in 300 per la solidarietà al Tibet e per invocare il boicottaggio dei giochi olimpici….in un paese dove non vi sono libertà, dove i lavoratori non hanno diritti, dove i bambini sono lavoratori, dove vige la pena di morte, dove Piazza Tian'anmenè solo una piazza e il Tibet è solo una regione, era davvero il caso disputare la più grande manifestazione nella storia di amicizia fra i popoli? Possibile che la potenza economica della nuova Cina e gli indispensabili rapporti commerciali valgano più della dignità umana?
Gianluigi Ottaviano
































