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domenica, 09 marzo 2008

anna magnani

Antidiva per eccellenza, Anna Magnani è stata una figura chiave del neorealismo italiano, interpretando con stile unico il personaggio della popolana focosa e sboccata, ma allo stesso tempo sensibile e generosa, incarnazione dei valori genuini di un'Italia minore. Se fosse ancora viva, oggi compirebbe 100 anni. La sua città, Roma, celebra la sua "Nannarella" con diverse iniziative, dalle proiezioni di  film come Bellissima e Mamma Roma, fino all'emissione di una speciale moneta in argento da 5 euro realizzata in collaborazione con l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Moneta che sarà in corso dal prossimo 26 marzo e potrà essere acquistata presso i punti vendita dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato a Roma.
La Magnani, cresciuta tra cabaret e avanspettacolo prima di approdare al cinema, divenne celebre soprattutto dopo Roma città aperta, film che la consacrò come icona del neorealismo italiano.
Nata a Roma, nonostante per molti anni lasciò correre la leggenda che fosse stata concepita in Egitto, ad Alessandria. Cresciuta in una famiglia tutta di donne, fu poi iscritta dalla madre in un collegio di suore francesi, poi lasciato per il liceo e la scuola di recitazione. Tra il 1929 e il 1932 lavorò nella compagnia teatrale diretta da Dario Niccodemi. Divenne ben presto uno dei nomi più richiesti del teatro leggero italiano. Lavorò con Vittorio De Sica e con Totò, col quale recitò in Quando meno te l'aspetti (1940) e Volumineide (1942), entrambi di Michele Galdieri. In cinema si rivelò nel film Teresa Venerdì (1941), di Vittorio De Sica. In seguito interpretò alcune commedie leggere (Campo de' Fiori, 1943; L'ultima carrozzella, 1944; Quartetto pazzo, 1945), fino a quando arrivò la sua completa rivelazione nel film neorealista Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini (col quale ebbe una burrascosa ma intensa relazione affettiva). In questo film la Magnani si rivelò una straordinaria attrice drammatica, nella parte di Pina, popolana Romana che viene uccisa mentre tenta di raggiungere il camion sul quale il suo uomo, un tipografo impegnato nella resistenza, sta per essere deportato. Accanto ad uno straordinario Aldo Fabrizi, la Magnani rappresentò la redenzione di un popolo, attraverso le sue grandi qualità umane e morali, tanto che la sua interpretazione le fece meritare il primo dei suoi cinque Nastri d'argento. Nel trionfo neorealistico, era d'obbligo tratteggiare per lei la figura della popolana sfacciata, volitiva, sempre sicura e persino violenta nella difesa dei giusti valori, attraverso la sua bonaria veemenza. L'apoteosi di questa caratterizzazione fu L'onorevole Angelina (1947) di Luigi Zampa, nel quale interpretava una donna di borgata " chiamata " a far politica, per rappresentare gli interessi della povera gente come lei. Nel 1951 un altro grande ruolo: quello della donna frustrata che trasmette le sue illusioni ed i suoi sogni infranti nell'impossibile carriera cinematografica della figlia, a costo anche di mettere in crisi il suo matrimonio, in Bellissima (1951), di Luchino Visconti. Anche questo film le valse un meritatissimo Nastro d'argento. Il 1955 è l'anno in cui vinse il premio Oscar per l'interpretazione nel film di Daniel Mann The Rose Tatoo (La rosa tatuata, 1955), con Burt Lancaster, tratto dal Romanzo di Tennessee Williams. In seguito fu interprete di stupende pellicole, come Suor Letizia (1956), Nella città dell'inferno (1958) e Risate di gioia (1960), il primo e unico film che la vede accanto al suo vecchio compagno di palcoscenico Totò. Nel 1962 prese parte al film Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini, un film non riuscito, che la costrinse entro i termini di una trasognata e brechtiana rappresentazione da guitto esasperato. L'attrice Romana aveva avuto un figlio dall'attore Massimo Serato. Il ragazzo fu colpito dalla poliomielite, e l'attrice dedicò il resto della sua vita ad occuparsi di lui. La sua ultima, breve, apparizione sugli schermi è stata nel film Roma (1972), di Federico Fellini. I personaggi caratterizzati dal suo temperamento focoso e passionale, ma capaci anche di toccanti e imprevedibili dolcezze, le si addicevano in modo perfetto, anche se le sue ottime doti interpretative fecero sì che potesse cimentarsi con successo anche in altri ruoli. Morì di cancro a Roma il 26 settembre 1973, assistita fino all'ultimo dall'adorato figlio Luca.

 
Angela Esposito 


Postato da Politologi alle 21:18 | commenti (1) | Technorati Profile

Commenti
#1   10 Marzo 2008 - 18:53
 
grande anna magnani! fantastica attrice e donna!
Fabiana
utente anonimo

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