
Test antidroga gratis a Milano. E' l'iniziativa della giunta Moratti, coordinata dall'assessorato alla sanità, che permette a 35mila famiglie milanesi di poter accertare se i propri adolescenti, dai 13 ai 16 anni, fanno uso di sostanze stupefacenti.
Il kit è simile a quello usato dalle donne per verificare l'inizio di una gravidanza: il tampone, inumidito da un minimo di pipì, permette di sapere se il proprio figlio ha assunto cocaina o eroina, anfetamine o crack o, "semplicemente", se ha fumato uno spinello.
La campagna antidroga è stata giustificata dalle statistiche che l'Istituto farmacologico "Mario Negri" ha stilato per la zona di Milano e dintorni: il 4% dei cittadini, tra i 15 e i 34 anni, consumerebbe abitualmente cocaina; il 32% dei milanesi, tra i 15 e i 19 anni, avrebbe fumato hashish nell'ultimo mese, mentre il 6% di ragazzi della stessa età avrebbe usato crack o estasy negli ultimi trenta giorni. Il dato, forse, più preoccupante è quello relativo all'età media del primo tiro di cocaina: 13 anni.
Il progetto del Comune di Milano si mostra orientato a sconfiggere una piaga sociale come quella dell'uso di droghe naturali o artificiali tra i giovani, ma, in un'ottica meramente opportunistica, sembra soltanto un'operazione atta ad attrarre consensi. E' una campagna che punta sia sulla drammaticità del fenomeno quanto sulla reale preoccupazione dei genitori che, secondo dei sondaggi, ammonterebbe a 7 famiglie su 10 solo nel milanese.
Il test antidroga non è un deterrente valido: non previene concretamente il consumo di queste sostanze - e addirittura non rileva nemmeno tutte le droghe artificiali in voga nell'ultimo periodo, come il popper e la ketamina - ma va solamente a minare il rapporto genitori/figli - magari già fragile -, in quanto il suo utilizzo è coercitivo e limitato nel tempo. Infatti, la negatività del test non scioglie i dubbi sull'uso sporadico, ma solo sull'abuso, perchè è impensabile che un genitore, dopo ogni uscita di suo figlio, sia pronto ad aspettare che cada sul tampone quella fatidica goccia di pipì...
La lotta alla droga parte innanzitutto dalla corretta informazione dei danni provocati da queste schifezze, dalla "abolizione" dell'idea di legalizzazione - in quanto ogni droga, "leggera" o meno, altera il normale funzionamento del nostro organismo - dall'opposizione alle associazioni criminali che lucrano su questo mercimonio.
E' necessario anche che le azioni politiche promuovano attività sociali che coinvolgano i giovani nel vivere il presente e nel costruire, contestualmente e attivamente, il proprio futuro insieme con gli altri. Creare reali possibilità di dialogo e di espressione delle proprie emozioni, stimolando una maggiore fiducia nel domani, scongiurando così la nociva "cultura dello sballo", basata sul godimento immediato.
Vincenzo Tafuri
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Vi segnalamo che il corso di Spagnolo potrà essere sostenuto da tutti gli studenti (clicca qui per maggiori info). Un ringraziamento particolare va, da parte nostra e, crediamo, da tutti gli studenti, ai consiglieri di facoltà Roberto Mendone e Marcello Framondi. Grazie ragazzi! 
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Leggi la sintesi del consiglio di facoltà del 5 marzo: clicca qui.
































