sabato, 23 febbraio 2008

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Parlare di femminismo oggi? Che banalità. È ormai un movimento archiviato alla fine degli anni 80. Tuttalpiù possiamo riservarne un po’ di spazio in qualche discussione da salotto con gli amici, giusto per rendere più viva la serata. Invece no. Ed è proprio da questi forum confidenziali che emerge ancora una paradossale differenza tra uomo e donna. Che si diffonde nella vita sociale e politica. Ammettiamolo: tutti ci vogliono, dalla politica ai media, ma nella realtà quotidiana continuiamo ad essere discriminate. Sembra che non si è riusciti a portare fino in fondo la cosiddetta rivoluzione femminista. In questi giorni migliaia di donne sono di nuovo in piazza a difendere la 194, dopo la grottesca per non dire demenziale crociata antiabortista di Giuliano Ferrara, fino all’orrendo episodio del sequestro della polizia al policlinico di Napoli di un feto abortito, “corpo del reato” o “corpo elettorale”(come ha titolato “il manifesto”)?
Ammettiamolo, l’esplosione misogina di questi giorni non fa altro che affermare ciò che per conformismo o per pudore si cerca di negare: le donne sono incaricate di fare famiglia, accudire gli anziani, o occuparsi del sociale, punto!
Ritornando sempre sulla 194, sembra che il fare i figli sia più un dovere e non un diritto. Ciò giustifica anche il fatto che statisticamente parlando sono sempre meno le donne manager in quanto la loro inaffidabilità sul lavoro è motivata ai vincoli familiari. Una società democratica deve prendere atto, però, che ha bisogno di donne se vuole riprodursi. E l’unico modo di prenderne atto è quello di sostenerle nella loro libertà, con politiche di sostegno alla famiglia e alla contraccezione e alla libertà di interrompere la gravidanza. Ora mi chiedo: cosa è successo? se negli Stati Uniti una donna corre per diventare “l’uomo” più potente del mondo e addirittura in Nicaragua ci sono più donne ai vertici che in Italia, nel nostro paese c’è stato per forza qualche errore nel nostro femminismo, che non si è trasformato in programma politico concreto.
Il femminismo sessantottino, dove molte giovani donne parteciparono alle manifestazioni studentesche e alle lotte operaie, modificando le condizioni materiali e contestando le gerarchie in tutte le istituzioni, dove ci ha portate? Sì, un cambiamento c’è stato, ma manca un piccolo tassello. Quello mentale. L’uomo, il maschio continuerà sempre a considerarsi il primo. Sono pochi coloro che credono ed affermano le pari opportunità. Sembra quasi che tale accettazione non sia geneticamente possibile. Nel rapporto sociale e in particolare quello sessuale, gli uomini cercando di sostenere la propria superiorità. Ad esempio, secondo alcuni psicologi molti maschi considerano la fellatio come un gesto di accrescimento del proprio ego, ritenendo che un tale atto sia una forma di dominazione (o sottomissione) del partner, rifiutando, per il motivo opposto, invece, l’atto del Cunnilingus. Mi viene in mente un scena del film “la città delle donne” di Fellini, in cui durante un congresso di femministe interveniva una giovane donna a descrivere, in una delle più belle e degne denunce, la figura dell’uomo, “di quel uomo che con i suoi occhi deforma tutto ciò che vede nello specchio della derisione e della beffa.(…)Noi donne siamo solo dei pretesti per permettere di raccontare ancora una volta il suo bestiario, il suo circo, il suo avanspettacolo nevrotico, e noi lì, a far da pagliacci, da marziani, a far spettacolo per lui con la nostra passione, la nostra sofferenza”.
Vorrei che ognuno vedesse questo documentario storico (http://www.youtube.com/watch?v=Nd4hKM62vwY), proiettato per la prima volta nel 1979, che sconvolse l'opinione pubblica. Il "Processo per stupro" fu il primo processo a porte aperte della storia italiana, e l'impatto che ebbe sugli spettatori fu eclatante.
Diretto da Loredana Rotondo e proposto per la prima volta nell'aprile del 1979, fu visto da tre milioni e mezzo di spettatori. Venne poi insignito del Premio Italia e quando venne ritrasmesso nell'ottobre dello stesso anno gli spettatori furono invece nove milioni. Vi invito inoltre ad ascoltare le parole dell’avvocato difensore (
http://www.youtube.com/watch?v=pht2dMsbuao&feature=related) ed a comprendere quanto le cose non siano poi così cambiate.
 
Angela Esposito
PS
Oggi, dalle 12 alle 24, il "Giorno del Rifiuto" in Piazza Dante a Napoli. Non mancate !!!


Postato da Dariolo alle 14:25 | commenti (7) | Invia un Articolo |

Commenti
#1   23 Febbraio 2008 - 23:49
 
Posto qui una domandina....sono al primo anno...non ero presente a due seminari previsti dal programma....li rifaranno il prossimo anno???
utente anonimo

#2   23 Febbraio 2008 - 23:50
 
ah sorry....la firmaaaaaaaaaaaa


Paolo
utente anonimo

#3   24 Febbraio 2008 - 03:06
 
che tristezza na cosa così importante sul genere femminile e questo pensa ai CFU!!!! NOOOOOOO cacciatelo fate presto è ancora al primo anno! :)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente otorello

#4   24 Febbraio 2008 - 12:43
 
Paolo c'è il forum per le domande ;)

Per quanto concerne l'articolo, non sono daccordo (e Angela lo sa) sull'argomento "disparità nell'atto sessuale". Personalmente credo che alla donna (senza generalizzare eccessivamente, ma facendo riferimento alla maggior parte dei casi) piace essere dominata dall'uomo. Quindi la sottomissione è "ben voluta". :P

Per quanto concerne i diritti, invece, credo che comunque ci sia un bilanciamento. Perchè se è pur vero che le donne "non vengono viste di buon occhio in certe mansioni", è altrettanto plausibile che in altri settori la presenza femminile può essere maggiormente facilitata ad ottenere favoritismi...

Comunque Asciolè, bell'articolo ;)
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente DavideCesarano

#5   24 Febbraio 2008 - 14:40
 
E' un bell'articolo e quei 2 filmati fanno davvero rabbrividire, perchè purtroppo credo che nel mondo persone come quei due avvocati della difesa ancora esistono (per non parlare degli imputati).

Detto questo, io credo che il femminismo abbia dei limiti dovuti principalmente al suo ambito d'interesse (E' lo stesso limite dei "partiti verdi", per portare un esempio), per questo non posso essere d'accordo quando dici che ha fallito perchè "non si è trasformato in programma politico concreto".

(E poi sono felice di constatare che ritorna a prendere vigore ogni qual volta si tenta di toccare dei sacrosanti diritti conquistati, come in questi giorni per l'aborto ad esempio...e ciò mostra come le femmine tengano ai loro diritti e siano pronte a difendersi)

Per quanto riguarda il "Femminismo Storico", credo che la sua forza era inevitabilmente destinata a scemare a mano a mano che la "società" ne prendeva atto, riconoscendo di volta in volta diritti come il voto, il divorzio, l'aborto, la criminalizzazione del "delitto d'onore", l'accesso alle forze armate etc...

In sostanza credo che ciò che ci sia ancora da fare per le donne, sia possibile farlo nell'ambito della politica "ambosessa", dove le donne dovrebbere davvero mostrare di avere i coglioni (e gli uomini dovrebbero essere più aperti al confronto intersessuale) per sostenere politiche tese a garantire gli "ultimi" diritti mancanti: un effettiva parità di stipendio e di opportunità lavorative, e quindi maggiori sostegni durante, e dopo, la gravidanza, e maggiore cura da parte dello stato rivolta agli anziani.
Questo aprirebbe le porte del lavoro a milioni di donne italiane, e creerebbe anche nuovi posti di lavoro; sarebbe quindi un bene oggettivo che farebbe bene non solo alle donne ma anche agli uomini.

Per non parlare del fatto che servirebbe aumentare la sicurezza nelle strade...ma qui il fatto è che non basta aumentare i poliziotti, molte volte bisognerebbe andare direttamente alla fonte, dove si formano i cittadini, nelle famiglie e nelle scuole, ad insegnare il concetto di parità dei diritti e di rispetto delle diversità e del diritto di ognuno di sviluppare la propria persona e la propria personalità ( nei limiti ovvi di almeno 5 dei 10 comandamenti :-P ).

Ma questo in Occidente.

Per quanto riguarda l'Islam fondamentalista mi piacerebbe vedere picchetti di donne fuori le ambasciate di certi paesi a sostenere il diritto all'emancipazione delle donne, chessò lanciando oltre i muri delle copie di "Casa di Bambola" di Henrik Ibsen, drammaturgo norvegese che già nel 1879 capì che la donna era prima di tutto una persona con il diritto-dovere di crescere, svilupparsi, realizzarsi.

Alekos
utente anonimo

#6   24 Febbraio 2008 - 20:37
 
personalmente penso che vi siano dei settori in cui le donne con le loro qualità possono trovarsi avvantagiate(un esame con un prof "attento al vestiario", una coda in un ufficio con un impiegato colpito dalla bellezza della donna....ma esempi le donne ne possono portare molti di più di me) di certo la disparità tra i vantaggi relativi a tale mercificazione(volontaria o involontaria) di corpo e sessualità comporta un problema notevole quale il deprezzato delle capacità della donna che viene vista funzionale solo in quanto quota rosa da concedere per non perdere elettori,fetta elettorale su cui fare colpo,bella gnocca....e così di seguito!
inoltre tante donne che con tenacia e duro lavoro raggiungono incarichi di prestigio vengono accolte o seguite con battutine del tipo "sta lì perchè chissà a quanti l'ha data!"

personalmente sono per le pari opportunità ma oltre i grandi valori di eguaglianza vi sono una serie di motivazioni un po' meschine di cui preferisco non fare menzione.


Andrea P.
utente anonimo

#7   25 Febbraio 2008 - 17:16
 
"che tristezza na cosa così importante sul genere femminile e questo pensa ai CFU!!!! NOOOOOOO cacciatelo fate presto è ancora al primo anno! :)"
Otorello

Ma vaffanculo....(faccina sorridente non d'obbligo...)
E' un blog di scienze politiche no???
Ho postato qui e non sul forum,ok,ma non devo pensarci ai CFU???
Tu perchè sei all'università???
Io per laurearmi,e siccome conosco questo blog,le notizie le chiedo qui...
Paolo
utente anonimo

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