Scandalo Finanziamenti, invia una email al Rettore
domenica, 27 gennaio 2008

MM_shoah2 

Da una deposizione di uno dei comandanti dei lager di Auschwitz, Rudolf Hoss, al processo di Norimberga:
 
“La soluzione finale del problema ebraico significava il completo sterminio di tutti gli ebrei d’Europa. Mi fu dato l’ordine, nel giugno del 1941, di creare, ad Auschwitz, istallazioni per lo sterminio. A quel punto nel governatorato generale della Polonia esistevano già tre altri campi di sterminio: Belzec, Treblinka e Wolzek(…).
Feci una visita a quello di Treblinka per vedere come si procedeva allo sterminio. Il comandante del campo di Treblinka mi disse di aver liquidato 80.000 persone nel corso di un semestre. Era stato incaricato di liquidare prima di tutti gli ebrei provenienti dal ghetto di Varsavia. Egli usava monossido di carbonio. Ma io non ritenni che i suoi metodi fossero molto efficienti, per cui, quando ad Auschwitz organizzai i locali per lo sterminio, usai lo Zyklon B, acido prussico in cristallo, che veniva fatto cadere nella camera della morte da una piccola apertura. Per uccidere coloro che vi si trovavano bastavano da tre a quindici minuti, a seconda delle condizioni atmosferiche. Sapevamo che le persone erano morte quando le grida cessavano. In genere aspettavamo una mezz’ora prima di aprire le porte e portare via i cadaveri. Poi i nostri Kommandos speciali toglievano loro gli anelli e i denti d’oro. Rispetto a Treblinka, un altro progresso fu la costruzione di una camera a gas che contenevano duemila persone alla volta: mentre a Treblinka le dieci camere a gas del campo potevano servire solo per duecento persone ognuna”.
Chi era questo uomo? Come è possibile che possa raccontare tanta crudeltà con una tale freddezza. Eppure come lui tantissimi altri uomini, che riconoscevano di essere dei carnefici professionisti, nella quotidianità svolgevano una vita familiare come tante altre, magari amavano i bambini eppure gli animali. Padri di famiglia, borghesi, atei convinti o fedeli devoti di una chiesa cristiana, che hanno ammazzato più di sei milioni di donne, uomini, bambini, adolescenti, semplicemente per eliminare dalla faccia della terra quel che loro consideravano una razza inutile e nociva. Questa vicenda che qualcuno ha voluto chiamare olocausto, altri shoah (distruzione in ebraico) oggi si è tramutata in una semplice metafora, un simbolo o una parola d’ordine (mai più!). Ritengo invece che ora più che mai bisogna ritornare a raccontare i fatti, le storie di questi uomini privati della loro dignità. Ebrei, zingari, intellettuali e preti di straordinario coraggio che ignorarono le continue esortazioni all’obbedienza e alla lealtà del loro stato, dei loro capi spirituali, della loro chiesa scegliendo piuttosto la strada della propria coscienza. È questo il significato del 27 gennaio. Per non dimenticare!
 
“Voi che vivete sicuri, nelle vostre tiepidi case, voi che trovate tornando a sera, il cibo caldo e visi amici:considerate se questo è un uomo: che lavora nel fango, che non conosce pace, che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna: senza capelli e senza nome, senza più forza di ricordare, vuoti gli occhi e freddo il grembo, come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpite nel vostro cuore stando in casa andando per via, coricandovi alzandovi; ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi.”
(Primo Levi, Se questo è un uomo)
 
Angela Esposito
 
PS
Altra cultura universitaria e Politologi propongono la settimana della memoria. Una settimana di discussione e approfondimento in occasione del 27 gennaio. Vi invitiamo quindi a proporci sia sul forum che sul blog i vostri punti di vista, le vostre opinioni. In settimana verrà attuato un cineforum su l’argomento e con le vostre idee.



Postato da Dariolo alle 11:27 | commenti (5)

Commenti
#1   27 Gennaio 2008 - 13:25
 
Ricordare per non far riaccadere...

Ricordare perchè ognuno abbia lconsapevolezza di quel ke è stato...

Ricordare per non far morire due volte coloro che hanno perso la vita in quei lager...

Anna

utente anonimo

#2   27 Gennaio 2008 - 17:33
 
mai più!

ò tor!
utente anonimo

#3   28 Gennaio 2008 - 11:52
 
Quando penso alla Shoah mi chiedo sempre come possa essere stata possibile.

Io non riesco a capire come alcune persone possano ucciderne altre in modo così sistematico, senza evidenti sensi di colpa, senza morale, con la scusa di una presunta supremazia razziale.

Orribile mania collettiva? Possibile. (Senza dimenticare anche i motivi economici che muovevano Hitler...comunque insufficienti a giustificare uno sterminio).

Ed è questo che mi fa più paura: il non rivoltarsi di un'intera popolazione, evidentemente passiva e meccanica. L'orrore, oltre che nella morte, ingiustificata ed assurda, di oltre 6 milioni di persone, sta anche nel fatto che, a parte sporadici gruppi di lotta anti-nazista (sia di matrice tedesca che ebraica), la popolazione non abbia reagito in forza contro una simile politica distruttiva.
In un qualche modo Hitler riuscì ad annichilire l'opinione pubblica, ad appiattirla, a renderla malata come lui: inerte e cieca.

Speriamo che ciò, in Europa e nel mondo, non accada mai più, speriamo che contro anche solo un vago accenno di ritorno al passato un domani, attraverso la memoria, l'intera popolazione mondiale sia capace di insorgere per far capire allo xenofobo di turno che la diversità è ricchezza, forza.

Un pensiero va anche alle centinaia di migliaia di zingari e polacchi ed omosessuali che subirono l'orribile esperienza dei campi di concentramento nazisti.
E a tutte quelle persone che in quegli anni sono state detenute e deportate in modi simili, per motivi razziali e politici:

Penso ai gulag in Russia, oppure a quei poveri giapponesi ed italiani (questo nessuno mai lo dice) negli U.S.A., rapiti dallo stato anche durante la notte e portati in treno in luoghi sotto stretta sorveglianza, oppure penso ai boeri e ai neri chiusi nei campi di concentramento in "SudAfrica", durante la guerra Boera tra Inglesi ed Olandesi (dove mi risulta i famosi campi di concentramento siano stati inventati).
Oppure, oggi, penso ai LAOGAI (campi di lavoro forzato) nell'attuale Cina (boicottare le Olimpiadi no, eh?)...

Non dimentichiamo. Sperando che il non dimenticare corrisponda a FARE qualcosa oggi per le persone che si trovano in condizioni simili a quelle degli ebrei di ieri.

Alekos.

Ps: Dato che è notizia "recente", non dimentichiamo quei poveri palestinesi (ed intendo i civili) costretti in quella striscia di terra che è Gaza.
utente anonimo

#4   28 Gennaio 2008 - 18:22
 
Mi stupisce soprattutto che chi avrebbe dovuto ricordare non l'ha fatto.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente finazio

#5   28 Gennaio 2008 - 20:16
 
CHI????
utente anonimo

Commenti