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giovedì, 03 gennaio 2008

"Interruzione definitiva della produzione": questo il contenuto dello scarno biglietto affisso ai cancelli della Key Safety Systems, che produceva le cinture di sicurezza per la Fiat e la Lamborghini. Un cin cin amaro per i 103 lavoratori dell'azienda di Arzano che, lasciato lo stabilimento per le ferie natalizie, si ritrovano ora senza un posto di lavoro.
Nessuna avvisaglia, ribadiscono gli operai ed i sindacati, faceva presagire questo indegno licenziamento. Anzi, nei mesi passati, la proprietà, per fronteggiare le numerose commesse, aveva assunto, a tempo determinato, altri operai. E quel che più sconcerta è di non aver provveduto all'eventuale cassa integrazione o ad altri ammortizzatori sociali, ma alla diretta procedura di licenziamento. Gli operai cercano di spiegare il vile gesto ipotizzando che la proprietà abbia deciso di puntare sulla manodopera straniera piuttosto che su quella italiana, che ha costi molto elevati!
Arzano, la vecchia Brianza del Sud, perde un altro tassello della sua economia non troppo florida. Nel 2002, l'ennesima e turbolenta chiusura di un altro colosso industriale, la Meltem srl - controllata dell'altra fallita IPM Group -, che costrinse 80 lavoratori a finire sul lastrico. In entrambi i casi, i datori di lavoro senza scrupoli hanno pensato bene di trasferire, segretamente, i macchinari più costosi e sosficati degli stabilimenti. Addirittura, nel caso della Meltem, qualche ora prima dell'interruzione definitiva della produzione, la dirigenza aveva sottoposto tutti gli addetti alla classica visita medica, un altro modo per non lasciar immaginare ad una simile sciagura!
La questione lavoro è tornata di nuove alle luci della ribalta: i morti della Thyssen Krupp e gli assurdi licenziamenti della KSS sono soltanto alcuni esempi di un comparto dell'economia che rischia di esplodere nella più feroce rivoluzione proletaria. E' inconcepile che certi industriali si accaparrano i fondi europei e, poi - invece di investirli in sicurezza, sviluppo e formazione - li distraggono per meri interessi personali.
I sindacati, quando accadono questi "tradimenti" ai lavoratori, non sono mai a conoscenza preventivamente di certe situazioni o le assecondano per servigi personali? E la politica, quella accorta, quando prenderà coscienza della vita di milioni di operai indifesi di fronte alla barbarie capitalista?

                                                                                           Vincenzo Tafuri



Postato da Politologi alle 14:48 | commenti (3) |

Commenti
#1   06 Gennaio 2008 - 22:52
 
Caro collega tu hai perfettamente ragione, però nn dimentichiamo l'altra faccia della medaglia!!!! per farti capire ti racconto una storia vera: Una piccola azienda napoletana, cn sede a licola, aveva pochi dipendenti e tra qst c'era una donna.Qst tizia ad un certo punto si è presa la maternità, e per un certo periodo nn è andata a lavoro, ma qst maternità è durata un pò troppo tempo , tanto da creare nn pochi problemi all'azienda. Qst azienda ha dovuto chiedere il fallimento perchè nn riusciva a gestire più le entrate e le uscite.
Ti sembra giusto che un dipendente crei cosi tanti problemi ad un'azienda?
utente anonimo

#2   06 Gennaio 2008 - 22:57
 
Non è certamente per la maternità della signora se l'azienda è fallita. La maternità è garantita a tutti le lavoratrici. Nel frattempo, il lavoro svolto dalla signora poteva essere affidato tramite assunzione temporanea.

Vincenzo
utente anonimo

#3   06 Gennaio 2008 - 23:01
 
si ma se la signora se ne approfitta cercando mezzucci sindacali per farsi i cacchi suoi...! il fatto che la signora faceva parte dell'apparato dirigente dell'azienda ed aveva un ruolo molto importante difficile da sostituire...!
anche l'intervento di primna era mio
by blackman
utente anonimo

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