
Sorteggio infausto dall’ urna di Lucerna per l’ Italia di Donadoni, che pesca sulla strada dell’ europeo avversarie pretendenti al titolo come Francia e Olanda e dalla quata fascia (quella delle squadre meno quotate) l’ ostica Romania. In teoria il girone peggiore che potesse capitarci, frutto anche della scelta alquanto opinabile di inserire Svizzera e Austria tra le teste di serie.Fatto sta che mentre l’esito degli altri gironi sembra essere scontato, con Croazia e Germania nettamente favorite nel gruppo B su Austria e Polonia, Spagna e Svezia favorite su Grecia e Russia nel gruppo D, e Portogallo e Rep. Ceca che si lasciano preferire rispetto a Turchia e Svizzera in quello A, sembra essere proprio il raggruppamento degli azzurri quello più equilibrato, carico di fascino ma allo stesso tempo dall’ esito imprevedibile. Accantonando per un momento la Francia vicecampione del mondo che insieme all’ Italia è sulla carta favorita, squadre come Olanda e Romania non saranno facili da battere al di là delle posizioni che occupano nella classifica Fifa ( sono rispettivamente nona e tredicesima). La Romania in particolare non và sottovalutata, perché pur non godendo di grande tradizione è arrivata prima nel suo girone di qualificazione proprio davanti alla più blasonata Olanda, inoltre la Romania non è solo Mutu e Chivu, ma tanti altri giovani tra i quali spiccano Marica e Nicolae Dica, quest’ ultimo terzo miglior giocatore della scorsa Champion’s League con la maglia della Steaua Bucarest. Certo non sono nomi altisonanti come quelli di Sneijder o Van Nilsteroy (o Van Persie e Robben giusto per tenere il passo), ma va dato atto che l’ Olanda di questi tempi non sembra la degna erede dello squadrone di qualche anno fa. I precedenti Europei con queste 2 squadre ci premiano, ad euro2000 infatti superammo seccamente 2 a 0 i rumeni e con molta fortuna gli olandesi ai rigori nella notte magica di Francesco Toldo, ma più di recente in preparazione ai mondiali 2006 battemmo nettamente gli orange per 3 a 1 ad Amsterdam. Attenzione in particolare alla gara con la Romania, partita che può avere mille significati anche extra-calcistici, soprattutto dal momento che in Italia abbiamo scoperto da qualche anno che la Romania non è solo Ramona Badescu, e anche ma soprattutto perché spesso l’Italia soffre cali di tensione quando sembra nettamente favorita (si ricordino i pareggi con gli Usa o con la Lituania). Per quanto riguarda i cugini d’ oltralpe c’è poco da dire, restano una grande squadra che ci ha meritatamente superati nel 3 a 1 di Sant Denis nella prima gara di qualificazione, quando forse l’ Italia era ancora un po’ stonata dai festeggiamenti di Berlino; sta di fatto che non battiamo la Francia nei ’90 regolamentari dal mondiale del 1978 e sarebbe ora di controvertire il dato, perchè i blues pur sfornando nell’ ultimo biennio talenti in successione (Abidal, Flamini, Benzema, Malouda, Nasri, Ben Arfa, ventenni gli ultimi 2) sembrano meno compatti del passato e ancora mancanti di un giocatore carismatico come Zinedine Zidane. Starà all’ Italia dimostrare il suo valore, forte soprattutto del gruppo oltre che dei talenti indiscutibili di Toni e compagni, unica critica forse a Donadoni, un’ età media troppo alta rispetto alle altre nazionali dell’ europeo, che potrebbe essere però un punto di forza dal momento che l’ esperienza in certe competizioni può avere il suo peso, specie in un europeo che pare avere tutti i presupposti per essere più duro del mondiale.
Antonio Di Parma

































