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Lo so, lo so. Calmi.
Sto pensando anch’io la stessa cosa.
Che blog del cazzo.
Uff, ho già infranto una regola.
Peccato non sia stata quella relativa ai messaggi con contenuto sessista.
“Donna schiava, zitta e .. scusa! Hai ragione, vado di là che di qui do impiccio”.
Perché in fondo questi siamo noi.
Alziamo tanto la voce e poi per far si che Hiroshima non si ripeta in casa nostra, cambiamo stanza.
Cambiamo.. diciamo che ci spostiamo.
Perché “cambiare” è una parola un po’ troppo grossa.
Ma poi cambiare cosa ?
Cambiarsi vuol dire prendersi in giro.
Spostarsi invece vuol dire “cambiare TEMPORANEAMENTE”.
Ti sposti di stanza, uscendo da quella in cui ti trovi con un sorriso a 32 denti, entri nella nuova camera e inizi a bestemmiare partendo da Sant’Abate per finire a San Silvestro.
E ti riscopri con tua meraviglia molto cattolico.
Al rovescio, ma sempre cattolico.
Avresti mai pensato di conoscere tutti i SANTI e i BEATI scritti sul calendario in cucina ?
Tu, proprio tu, che a 10 anni per imparare l’atto di dolore durante il corso di catechismo, hai preso milioni di bacchettate sulle mani dalla capa di pezza (le suore per intenderci).
A volte occorrerebbe avere delle branchie.
Branchie, come “respiro”.
Come qualcosa di necessario.
Un respiro tra una cazzata e l’altra che pensiamo e che scriviamo o che diciamo o che cantiamo.
Sempre una cazzata insomma.
Occorrerebbe prendersi un po’ meno sul serio.
C’è Framondi (candidato per la sinistra universitaria uniti, non so per cosa), che è da prima delle elezioni, che sta in fissa con il 7+2.
Infatti Framò non ti sei sbagliato.
Tra una data e l’altra per uno stesso esame, 9 giorni passano.
A volte addirittura 10.
Ma lì siamo proprio nel campo dell’ ABBONDANTIS ABBONDANTUM.
(Non ho capito perché anche il word, sottolinei il suo cognome con il ROSSO. Me lo segnala come ERRORE. La stessa cosa che esclamò la madre durante la prima ecografia :”Dottore non può essere. E’ un errore. E invece no, è vero. Cioè ESISTE effettivamente ed io ne ho le prove tattili, olfattive, visive ed uditive.)
C’è Pugliese che va avanti a motti di Gandhi e poi parla di sezioni, di Napoletano… Policano e non so di chi altro.
Ottimo terzino di fascia Pugliè, ma mo tenimm a Savini. (A proposito, Forza azzurri.)
I tempi di una volta son terminati, pensiamo ad oggi.
Tutti assieme appassionatamente.
Piccola richiesta/pretesa: nella nuova aula studio, potrei avere un posto in prima fila ben soleggiato, con tanto di lampada abbronzante per studiare nella massima comodità ?
C’ho provato.
Ma il mio preferito resta Inversi.
Silenzioso.
Silenzerrimo.
Gira la voce che sia il figlio naturale di Piero Fassino.
Per me invece, è Piero Fassino.
Io tra le mille qualità fisiche e morali, gli invidio i capelli.
A parte perché non ne ho, ma soprattutto perchè li ha tipo “casco”.
Si sveglia la mattina e non ha bisogno nemmeno di pettinarli.
Encomiabile.
Magari fosse anche clonabile.
Per il resto vi lascio con una perla, non mia:
”Nella mia vita ho speso tutti i miei soldi in vino e puttane. Il resto li ho sperperati”.
Non vi esorto ad andar a puttane, ma vi esorto (stu esorto è checazz eh ? Fa’ un po’ Papà) a prendere la vita nello stesso modo di come vorrei che prendesse questo blog.
Con brio e accomunati tutti dalla stessa voglia di far bene.
Aiutarci, per aiutarsi.
E Che Dio ve la mandi buona.
Io sono ateo, e mi ha mandato voi.
Quindi non fatelo incazzare, che vi punisce.
Andrea D'Andrea

































