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mercoledì, 25 aprile 2007

Ieri (Martedi 24 Aprile) abbiamo distribuito in facoltà il terzo numero del giornale Politologi. La distribuzione del periodico sarà effettuata anche domani.
Tra gli articoli pubblicati abbiamo scelto quello dedicato al 25 Aprile, scritto da Paolo Bordino.
Potete leggere il terzo numero anche online in formato pdf. Per farlo clicca qui.

25 APRLE: MA QUALE LIBERAZIONE?

Come ogni anno, ecco sistematicamente rimbombare il 25 aprile l'eco dei soliti peana e della retorica della liberazione nazionale, della pace e dell'esaltazione di ideali, almeno sulla carta, condivisi da tutto il popolo italiano. Già perchè, in onore al bipolarismo da bar che caratterizza il sistema politico italiano, la giornata della liberazione è da qualche tempo a questa parte stata trasformata in una kermesse buona per far sì che i leader del centrosinistra diano, una volta ogni tanto, immagine di una qualche compattezza, almeno quanto la
giornata del ricordo in onore delle vittime delle foibe (…) serve allo schieramento opposto, ex missini in primis, per provare ad inculcare nella mente degli italiani brava gente la consapevolezza che alla fine i cattivoni stavano anche (se non soprattutto) dall'altra parte della barricata.

A prescindere dalla retorica e dal facile buonismo che caratterizza il 25 aprile, una riflessione è d'obbligo. E' giusto che tale data venga ricordata e considerata come anniversario della "liberazione"? La domanda da porsi attiene proprio al senso dell'ultimo termine. Dopo il 25 aprile 1945 l'Italia ha conquistato davvero una sua propria libertà? I fatti non sembrerebbero avvalorare questa ipotesi, nonostante si sia sempre voluto accreditare il contrario,  perchè inculcare alla gente l'idea martellante di essere parte di un paese libero fa bene e, soprattutto, rafforza il consenso attorno ad sistema che ha smesso di funzionare da parecchio, sebbene abbia mai funzionato.

Piuttosto, gli accadimenti del primo dopoguerra precedentemente e successivamente alla caduta del muro di Berlino dimostrano che l'Italia continua ad essere un paese sostanzialmente suddito. Tutto cambi perchè nulla cambi, insomma, ed il giogo è più presente che mai. Perchè solo così si può chiamare il vincolo perenne che caratterizza il legame tra il nostro paese e gli Stati Uniti. Un vincolo che assume una connotazione che ruota tutta attorno all'importanza geopolitica che assume l'Italia nel contesto globale. Basti pensare di come l'Italia sia un territorio che, attraverso le porte del Mediterraneo, costituisce un punto cruciale non solo per i maggiori scambi commerciali, ma anche per un profilo attinente alla politica militare delle varie amministrazioni americane che si sono succedute nel corso dei decenni. Basti pensare alle svariate basi americane situate sul nostro territorio, senza che nessuno delle decine di esecutivi che hanno caratterizzato e caratterizzano il dopoguerra italiano abbiano mai avuto il coraggio e la forza di opporsi (vedi caso Dal Molin), anche perchè mai potrà esservi uno scambio paritetico, non potendo vincolare gli USA sfruttando risorse naturali che non abbiamo. Così, quando gli USA chiamano l'Italia risponde. Non come alleato internazionale di pari dignità, ma come un cagnolino pronto ad obbedire al padrone che gli lascia le briciole che cadono dalla sua tavola e a cui non si può dire di no. Lo dimostra il barbaro assassinio (rimasto impunito) dell'agente del SISMI Nicola Calipari, ad esempio. Lo testimoniano le venti vittime del Cermis, i cui familiari chiedono ancora giustizia, pur nella consapevolezza che non l'avranno mai. In entrambi i casi, le colpe o stavano tutte dall'altra parte o, magari, non c'erano proprio e si dà la colpa, come sistematicamente avviene in molte altre circostanze oscure che hanno caratterizzato la sudditanza con gli USA, al proverbiale destino cinico e baro. E adesso, tutti in piazza a festeggiare l'anniversario della liberazione (?)! W L'Italia! W la democrazia! W la repubblica (delle banane)!.



Postato da Politologi alle 22:26 | commenti (2) | Technorati Profile

Commenti
#1   26 Aprile 2007 - 13:03
 
paolo bordino chi??'?'?'?????????
utente anonimo

#2   10 Luglio 2007 - 22:07
 
un cretino che urla sempre e dice tante parolacce
utente anonimo

Commenti