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venerdì, 06 aprile 2007

9 maggio 1978 Cinisi Sicilia, in una notte semiestiva ai bordi della linea ferroviaria, veniva crudelmente ammazzato, per mano di Cosa Nostra, Peppino Impastato. Militante di Democrazia proletaria, fondatore di di radio aut, già vittima della guerra alla mafia (il padre fù ammazzato per mano dello stesso mandante del figlio). Lo stesso giorno fu piantato a Termini Imerese in sua memoria un albero, l'albero della speranza, la speranza che il messaggio di Peppino non restasse inascoltato. Oggi 6 aprile 2007 quest'albero è stato brutalmente sdradicato, posto vicino ad un muro su cui capeggiava una scritta:VIVA LA MAFIA!
 
Il mandante degli omicidi Impastato, Don Tano Badalamenti, non ha mai pagato per gli atroci crimini commessi nella "sua" Sicilia è morto in carcere negli Stati Uniti pochi anni fà. Vogliamo che crimini come questi ci passino indifferenti e rimangano lontani da noi fino a quando un film non ci ricordi (i cento passi ndr) chi sono questi eroi? Non sarebbe ora di reagire, di non stare ad aspettare, attendere, che qualcuno si sacrifichi per noi? Non è ora di rimboccarci  le mani e dire che la mafia, la camorra, la 'ndragheta, la sacra corona unita, i clan, la mafia cinese, i Giuliano, i Casalesi, i Misso, i Vollaro, i Calabresi, i Di Lauro, gli Alfieri, gli scissionisti, gli spacciatori, la mafia tutta.....CI FA SCHIFO!!!
 
E' ora di iniziare a fare qualcosa, basta poco come non comprare più bustine di erba dagli spacciatori, piuttosto combattete affinchè vengano legalizzate, non alimentare il mercato del falso che fornisce centinaia di miliardi alle cosche di tutto il mondo, non girare la faccia dall'altro lato quando un commerciante, solo e indifeso, viene minacciato...è ora di iniziare ad essere protagonisti senza aspettare un nuovo Peppino Impastato che si sacrifichi per noi. E' ora di far capire che non ci stiamo più ad alimentare le tasche del "sistema". E' ora di agire!!!
 
Vergogna,possono mai bastare pochi decenni per dimenticare il sacrificio e l'importanza di un uomo che ha dato la vita per una verità che si chiama giustizia e libertà?
 
Studenti tutti riflettete....Ciao Peppino e scusaci ancora!

Marcello Framondi


Postato da Politologi alle 12:17 | commenti (13) |

Commenti
#1   06 Aprile 2007 - 13:21
 
perfettamente d'accordo con te, si deve partire dalle piccole cose, dal NOSTRO quotidiano....anche dalla nostra facoltà!perchè vedere un candidato alle elezioni studentesche che fa passare avanti in una fila (Che non dura meno di mezz'ora...per chi c'è andato di lusso!!) uno studente non come tutti noi, ma una forza dell'ordine(con tutto il rispetto),perchè deve dargli il voto MI FA SCHIFO!ma chi siamo noi in fila??poveri idioti che hanno tempo da perdere e che devono sentirsi dire da una persona che è ormai il nostro rappresentante( purtroppo o per fortuna...) testuali parole :"vieni vieni, passa avanti.dici che devi andare a lavorare!".Questa per me è già camorra, o come la volete chiamare!Se il nostro modo di pensare,agire e soprattutto ragionare cambiasse...senza prendere esempio da questi soggetti...forse una piccola speranza,non per cambiare il mondo perchè sarebbe troppo, ma per vivere meglio potrebbe sopravvivere.
utente anonimo

#2   06 Aprile 2007 - 13:25
 
scusate mi sono dimenticata di firmare il commento precedente.
Giulia
utente anonimo

#3   06 Aprile 2007 - 13:48
 
Mi è molto cara una citazione di Peppino Impastato: "la mafia è una montagna di merda". Credo che renda bene l'idea di cosa sia, sostanzialmente, un'organizzazione mafiosa.

Le organizzazione mafiose presenti sul nostro territorio frenano lo sviluppo economico e sociale dei cittadini che vivono nella legalità. La camorra, a Napoli come in Campania, è onnipresente. Dalle strade che percorriamo (la camorra domina il mercato del cemento) al caffè che beviamo al bar (la camorra impone la marca da acquistare al commerciante).
Non solo. La camorra è anche una mentalità diffusa. Una cultura. Un modo di vivere e di interpretare il mondo. Ne sono un esempio i cantanti neomelodici, che cantano canzoni dedicate ai killer, ai latitanti e a tutto quello che fa parte del loro mondo, e cioè l'illegalità. La camorra è cultura perchè l'habitat in cui è nata e cresciuta (e cioè il sottoproletariato urbano napoletano)è devastato da un contesto sociale degradato. A Napoli, nei quartieri del centro e in periferia, la camorra non è sinonimo di illegalità, ma di "giustificazione sociale".

Il problema è davvero molto complesso. Va studiato fino in fondo. Combatterlo è difficile. Ma ci sono state persone, come Peppino Impastato, Borsellino, Falcone, che hanno sacrificato la loro vita per questa causa. Non finirò mai di ripeterlo: tutto quello che è stato fatto da questi personaggi andrebbe studiato nelle scuole.

PS
Mi fa piacere che esista al sud un movimento antimafia che si occupi quotidianamente di diffondere quel sentimento di legalità utile per combattere le mafie. Parlo del movimento Ammazzatecitutti e dei ragazzi di Locri che stanno davvero facendo tanto. Mi fa meno piacere osservare che nella nostra città ci sia un'associazione di studenti che crede di poter combattere contro la camorra facendo gite turistiche in veneto.

Davide C.
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#4   06 Aprile 2007 - 20:25
 
no scusasate se rido.. nn resisto... marcello che scrive un articolo di suo pugno ed in un'annotazione tra parentesi scrive "ndr"... marcè...ma pensa a fare il rappresentante!
scusate ancora... nn volevo rovinare la sacralità dell'argomento

Francesco S.
utente anonimo

#5   06 Aprile 2007 - 20:40
 
che ti credi,sono pieno di risorse... :P Marcello F.
utente anonimo

#6   07 Aprile 2007 - 06:13
 
Hanno sradicato l'albero piantato in suo ricordo,
quei suca minchia di Mafiopoli,
ma le radici del suo esempio sono insradicabili,
continuano a intrecciarsi nel vorticoso viatico delle nostre coscienze.

guerrilla radio


"LA MAFIA E' UNA MONTAGNA DI MERDA!!!"
(Peppino Impastato)

http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1520
http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1520 utente anonimo

#7   12 Aprile 2007 - 16:23
 
D'accordissimo sul fatto che la mafia faccia schifo, non si discute. Ma perchè dovrei scusarmi io?
Saluti
MC
utente anonimo

#8   12 Aprile 2007 - 19:43
 
Le scuse erano simboliche,come parte integrante e sensibile della società mi sembrava doloroso porgere le scuse ad una persona,le cui memoria è stata infangata vergognosamente!
utente anonimo

#9   16 Aprile 2007 - 22:10
 
che vergogna viviamo in una società senza memoria!!!! vergognamoci tutti.....

SKLERER
utente anonimo

#10   21 Aprile 2007 - 12:05
 
Marcello arripigliati!
Tu non sei tanto diverso da chi mantiene il mondo "inquinato", tu non sei tanto diverso da chi "non vede, non sente e non parla".
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente oOkendraOo

#11   22 Aprile 2007 - 19:38
 
marcello ho la forte sensazione che queste parole non appartengano alla tua persona....nè che un argomento così importante possa rientrare tra i tuoi interessi...mi sembri troppo ben costruito nella tua facciata di apparenza
utente anonimo

#12   22 Aprile 2007 - 20:27
 
Vi pregherei di commentare il contenuto del post, evitando, invece, giudizi sul suo autore. Grazie

Davide C.
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#13   23 Aprile 2007 - 14:49
 
Si infatti le ho copiate dal tema di mia sorella :D......l'apparenza inganna e chi la pensa come te,che divide il mondo fra pankabest e baci&abbracci non può certo sentire propria la parola "uguaglianza"....

tutto x te commento 11 e se la prossima volta ci degni della tua firma,prometto che ti scrivo una letterina d'amore... ;)

Marcello F.
utente anonimo

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