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giovedì, 04 gennaio 2007

Ci mancava solo il problema dei pali della luce che cadono e ammazzano la gente.

Dopo la morte della giovane donna schiacciata da un palo il 22 dicembre scorso in via Caracciolo, è esploso, in tutta la sua drammaticità, il problema della manutenzione dell'illuminazione pubblica al quale, nelle ultime ore, si è aggiunto quello della tabellonistica e della cartellonistica stradale (in via Giustiniano un tabellone si è schiantato su una panchina). Sono cinquemila, il 10 per cento del totale, i pali che, secondo l’Acea, devono essere sostituiti in città. Pali che hanno tra i 30 e i 40 anni di vita quando, secondo i tecnici dell’Acea, la vita media non dovrebbe superare i 15 anni, soprattutto se vicino al mare. Corrosi, arrugginiti, privi della necessaria base in cemento: basta farsi un giro per Napoli per rendersi conto che non c'è un solo quartiere in cui non ci siano lampioni dell'illuminazione pubblica che barcollano e che difficilmente potrebbero reggere l'impatto con forti raffiche di vento. Se è vero che il palo crollato in via Lepanto era piantato nel terreno di uno spartitraffico, è anche vero che tanti altri pali sono stati inseriti nelle aree verdi della città e oggi sono accerchiati dall'incuria e dal degrado. Che la manutenzione ordinaria lasci a desiderare, questo lo testimonia il fatto che le basi in cemento dei lampioni della luce (in gergo si chiamano “cinte”) sono, in tantissime strade, distrutte e spaccate, con i pezzi di pietra che occupano da anni i marciapiedi. Il record di lampioni a rischio, in tal senso, spetta a via Pigna, strada che congiunge il Vomero con Soccavo, dove ci sono ben sei pali della luce in queste condizioni e quindi più facilmente a rischio crollo. Analoghe situazioni si riscontrano in via Giustiniano, via Cassiodoro, via D'Annunzio, piazzale Tecchio, via Terracina, viale Augusto, via Simone Martini, via E. A. Mario, via Jannelli, via Caiazzo, via Luca Giordano, piazza degli Artisti, piazza Medaglie d'oro, corso Vittorio Emanuele, via Manzoni, via Petrarca, via Caravaggio, via Coroglio, piazza Leone, corso Secondigliano, piazza Di Vittorio. La mappa del rischio diventa ancora più lunga se si considerano tutti i vicoli del Centro antico in cui i lampioni sono appesi ai fili elettrici, appoggiati su strutture poco resistenti o vandalizzati e mai rimessi in sesto. Ad avere il primato di pali a rischio crollo è, comunque, la zona che abbraccia i quartieri Soccavo e Fuorigrotta. A tal proposito “Telefono blu” s o tt o l i n e a i pericoli presenti in viale Augusto, dove, spiega il responsabile dell'associazione Antonio Pariante, «ci sono diversi pali compromessi nei dintorni dei cantieri della metropolitana». Attenta al problema anche l'associazione ambientalista “Seme”, che due anni fa lanciò già l'appello per mettere in sicurezza i lampioni di via Pigna, uno dei quali a forte rischio di crollo.

(tratto da IlNapoli.sm)

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